Il 22 marzo non sarà più una data qualunque per la città di Scafati. Il destino ha scelto questo giorno per tracciare una linea netta tra il passato e il futuro, mettendo definitivamente a tacere i fantasmi del 2010. Quell’anno, la dolorosa rinuncia all’iscrizione nel calcio professionistico per gravi dissesti finanziari segnò l’inizio di un lungo calvario; oggi, quegli incubi lasciano il posto a un sogno chiamato Serie C.
La promozione della Scafatese arriva al termine di una cavalcata trionfale, un percorso netto che non ha lasciato scampo alle dirette concorrenti. I numeri parlano chiaro e certificano una superiorità schiacciante: con 61 reti realizzate e appena 18 subite, la compagine canarina si attesta come il miglior attacco e la miglior difesa del torneo, dominando il campionato dall’inizio alla fine.
Il fattore Maggio: il capocannoniere che guida la festa
Tra i grandi protagonisti di questa impresa spicca il nome di Domenico Maggio. Sebbene non abbia trovato la via della rete nella sfida decisiva, l’attaccante partenopeo resta il punto di riferimento assoluto del reparto offensivo e il capocannoniere della squadra. Per Maggio, ormai diventato una vera e propria bandiera della Scafatese dopo il successo ottenuto un anno fa a Siracusa, si tratta di una conferma ad alti livelli che arricchisce una carriera legata a doppio filo con il territorio salernitano.
Il centravanti ha infatti lasciato tracce indelebili nel Cilento, prima con la maglia della Gelbison (stagione 2016/2017) e successivamente con quella della Polisportiva Santa Maria, dove tra il 2020 e il 2022 ha vissuto stagioni esaltanti, culminate con i 20 gol in 34 presenze messi a referto nell’ultimo anno in Serie D con i giallorossi.
Le parole del protagonista e il blocco degli ex
Al termine della gara, l’entusiasmo è esploso sugli spalti e in campo. Maggio, in un clima di totale commozione, si è unito ai tifosi in curva dando il via ai cori celebrativi, prima di rilasciare dichiarazioni che sottolineano la consapevolezza di un gruppo granitico:
“Non pensavamo più a nulla, contava solo realizzare questo sogno. Dedico la vittoria al presidente e alla gente che sta qui. Non me ne vogliano le altre squadre ma abbiamo dimostrato dal primo giorno di essere più forti di tutti. La squadra è stata costruita per la promozione e siamo riusciti a centrare questo grandissimo obiettivo”.
Oltre a Maggio, il legame tra il glorioso passato nel Cilento e il presente trionfale a Scafati è rappresentato anche da altri due pilastri della rosa, anch’essi ex Gelbison: Dambros e Sicurella, elementi cardine di una formazione costruita con l’unico scopo di vincere e riportare la Scafatese nel calcio che conta.
