I manufatti militari della Seconda Guerra Mondiale in località Torre di Paestum, noti comunemente come “bunker”, si avviano a diventare a tutti gli effetti parte del patrimonio storico e culturale ufficialmente riconosciuto del territorio. La Giunta Comunale di Capaccio Paestum, presieduta dal sindaco Gaetano Paolino, ha infatti approvato all’unanimità una deliberazione che traccia l’atto di indirizzo politico-amministrativo per la tutela, la valorizzazione e il censimento di queste importanti testimonianze belliche. Ad avanzare la proposta era stato anche Maurizio Paolillo, presidente dell’associazione Balneari.
Il valore storico e il legame con l’Operazione Avalanche
Il compendio militare in oggetto risale agli anni Quaranta del XX secolo, configurandosi come un’opera con oltre settant’anni di vetustà e realizzata da autore non più vivente. Le strutture rappresentano una memoria materiale di rilievo mondiale: sono infatti collegate direttamente alla storica “Operazione Avalanche” del settembre 1943, il primo sbarco compiuto dalle forze Alleate nell’Europa continentale proprio sul litorale capaccese.
Il litorale di Capaccio Paestum si attesta così come uno dei luoghi simbolo dello sbarco di Salerno e dell’avvio della Campagna d’Italia. Secondo quanto espresso nel provvedimento comunale, la conservazione di tali vestigia risponde a un interesse pubblico primario sia per la memoria storica nazionale sia per l’offerta turistica locale, muovendosi in perfetta sinergia e complementarità con il vicino Parco Archeologico di Paestum, già sito UNESCO.
Gli obiettivi dell’atto di indirizzo e i compiti dei vari uffici
La delibera impegna l’apparato tecnico del Comune a una serie di adempimenti rapidi e coordinati:
Verifica dell’interesse culturale: L’Ufficio Demanio, d’intesa con l’Ufficio Turismo, trasmetterà alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino la richiesta formale per avviare il procedimento di verifica dell’interesse culturale ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. n. 42/2004 (o per la dichiarazione ex artt. 13 e 14 qualora emergano porzioni di proprietà privata). La richiesta sarà integrata da rilievi planimetrici, documentazione fotografica e una relazione storico-culturale.
Inserimento nel Sistema Informativo del Demanio (S.I.D.): Il Responsabile del Servizio Demanio Marittimo raccoglierà la documentazione tecnica e catastale per definire l’esatta perimetrazione del sito e accertare il regime proprietario, inserendo i dati nel S.I.D. in raccordo con l’Agenzia del Demanio e la Capitaneria di Porto.
Recepimento nel PUC e nel P.A.D.: I responsabili degli uffici competenti dovranno trasmettere la documentazione affinché il compendio dei bunker venga inserito, cartograficamente perimetrato e disciplinato sia nel redigendo Piano Urbanistico Comunale (PUC) sia nel redigendo Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (P.A.D.) come ambito specifico di tutela e fruizione pubblica.
Il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, nel ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP) coordinatore, avrà inoltre il mandato di indire una conferenza di servizi istruttoria che coinvolgerà la Soprintendenza, la Regione Campania, la Capitaneria di Porto e l’Agenzia del Demanio per garantire l’unitarietà dell’intero percorso amministrativo.
Collaborazioni scientifiche e strategie di finanziamento a costo zero
L’atto approvato dalla Giunta mette in chiaro che l’operazione non comporterà alcun nuovo o maggiore onere a carico del bilancio comunale, poiché le prime attività istruttorie verranno svolte in economia dal personale in servizio. Per le attività di approfondimento storico e tecnico-scientifico, l’Ente intende avvalersi di collaborazioni istituzionali gratuite con l’Università degli Studi di Salerno, istituti culturali e associazioni storiche radicate sul territorio.
Per quanto riguarda invece i successivi interventi di restauro conservativo, musealizzazione e fruizione pubblica, gli uffici comunali avranno il compito di mappare e intercettare canali di finanziamento esterni. Tra le fonti individuate figurano le risorse del PNRR (Missione 1 Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0”), i fondi europei del PR Campania FESR 2021-2027 (OP 5), i bandi del Ministero della Cultura e gli strumenti di mecenatismo culturale e partenariato pubblico-privato come l’Art Bonus.
