Ieri ha preso ufficialmente il via all’Oasi Dunale di Paestum l’edizione 2026 dello Youth Climate Meeting, l’appuntamento annuale organizzato dal Coordinamento Giovani di Legambiente. Fino al 24 maggio 400 giovani provenienti da tutta Europa e dalla Palestina, insieme a più di 30 associazioni nazionali e internazionali, uniti per partecipare a un fitto programma di formazione, attivismo e confronto.
Al centro del meeting di quest’anno emerge un messaggio chiaro e urgente: le energie rinnovabili non sono solo una necessità ambientale, ma rappresentano uno strumento di pace e un motore per la nuova occupazione verde. Durante i dibattiti si analizzerà come il modello economico dipendente dai combustibili fossili alimenti le tensioni geopolitiche e l’allocazione di risorse verso il riarmo, rallentando la transizione ecologica.
Transizione energetica in Campania: i dati Terna e la sfida per il 2030
L’evento si inserisce in un contesto regionali che mostra segnali di crescita ma richiede un’importante accelerazione. Secondo gli ultimi dati Terna riferiti ad aprile 2026, la Campania ha raggiunto i 4,8 GW di potenza rinnovabile elettrica installata, con un incremento di 319 MW rispetto allo scorso anno (+7%). Gli impianti totali sono 103.004, di cui il 99% è costituito da solare fotovoltaico.
Nonostante la Campania sia tra le nove regioni italiane in linea con gli obiettivi intermedi del Decreto Aree Idonee, il traguardo del 2030 resta lontano. Per completare il percorso di decarbonizzazione, la regione deve installare ancora 2.468 MW nei primi quattro anni e mezzo. Mantenendo il ritmo attuale di 284,2 MW annui, l’obiettivo verrebbe mancato con un ritardo di quasi quattro anni; per questo motivo sarà necessario raddoppiare il passo e toccare una media di 493,6 MW all’anno.
Il programma del meeting: ecogiustizia, workshop e l’azione collettiva sulla spiaggia
Le attività dello Youth Climate Meeting entrano nel vivo attraverso sessioni di educazione non formale e partecipativa. I tavoli di lavoro affrontano temi intersezionali cruciali: dall’ecogiustizia con i referenti nazionali di Legambiente e del Forum Disuguaglianze e Diversità, fino alle politiche europee, alla mobilità sostenibile, all’impatto dell’intelligenza artificiale e al decolonialismo, con la partecipazione dei Giovani Palestinesi.
Tra i momenti più attesi dei primi giorni spicca l’azione collettiva prevista per sabato 23 maggio alle ore 18:30 sulla spiaggia dell’Oasi Dunale, intitolata “La pace è rinnovabile, la guerra è fossile”. Si tratterà di una performance corale in cui i partecipanti simuleranno la forza della mobilitazione dal basso di fronte ai poteri che bloccano il cambiamento globale. Ieri sera il programma ha visto anche la proiezione di un documentario dedicato alla Palestina, nato nell’ambito del progetto europeo ReAct – Now, volto a raccontare le condizioni della popolazione locale e la costruzione di reti di cooperazione internazionale.