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Politica

Fonderie Pisano, Forte: «Tavolo tecnico senza i cittadini e senza la fabbrica. Ennesima farsa politica sulla pelle dei malati»

"Il tavolo tecnico convocato per lunedì 9 giugno al comune di Salerno è l’ennesima messa in scena politica. Un tavolo che, nato qualche anno fa senza mai produrre risultati concreti"

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 07/06/2025
Aggiornato il: 07/06/2025
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Fonderie Pisano

«Il tavolo tecnico convocato per lunedì 9 giugno al comune di Salerno è l’ennesima messa in scena politica. Un tavolo che, nato qualche anno fa senza mai produrre risultati concreti, si ritrova oggi solo per dare un segnale di facciata dopo la durissima condanna inflitta all’Italia dalla Corte Europea dei Diritti Umani. Questo tavolo, di tecnico, non ha nulla: mancano infatti i due attori centrali della vicenda – la Fonderia Pisano e i cittadini, rappresentati dall’associazione Salute e Vita – e questo lo rende, di fatto, un’operazione vuota, destinata a gettare fumo negli occhi, a perdere tempo giocando sulla pelle di morti e ammalati».

“Fermiamo questa tragedia ambientale”

Così Lorenzo Forte, presidente dell’associazione “Salute e Vita”, primo firmatario del ricorso accolto a Strasburgo, interviene in merito alla convocazione del tavolo tecnico sulla questione delle fonderie Pisano voluto dal sindaco Vincenzo Napoli e promosso dal presidente della Commissione Ambiente e Cultura del Comune, Arturo Iannelli.

«Siederanno attorno a quel tavolo – prosegue Forte – proprio quei soggetti che la sentenza della Corte ha di fatto ritenuto responsabili di non aver agito per fermare la tragedia ambientale e sanitaria in atto nella Valle dell’Irno. È paradossale, se non ridicolo. Ma a Salerno siamo ormai abituati a questa politica, con la p minuscola, fatta di propaganda e tatticismi che preferisce la retorica verbale e il dolce far nulla pratico all’agire tempestivo e responsabile nell’interesse esclusivo del territorio, della salute dei suoi abitanti».

Forte ricorda come già nel 2017 lo studio Spes – realizzato sulla popolazione residente – e la successiva relazione finale del 2020 abbiano dimostrato «che nel sangue di 400 cittadini, residenti entro un raggio di tre chilometri dalla ciminiera principale delle Pisano, si riscontravano livelli di mercurio cinque volte superiori alla media regionale, insieme a metalli pesanti che potrebbero provocare patologie gravissime come Parkinson, Alzheimer e vari tipi di tumore. Cosa è stato fatto da allora? Nulla».

“E’ solo fumo negli occhi”

Nel mirino dell’associazione innanzitutto la Regione Campania: «Da un lato ha riconosciuto ufficialmente che la fonderia inquina e che quindi va chiusa, come sottolineato in una dichiarazione pubblica del governatore De Luca, dall’altro invece le ha concesso una nuova Aia per altri dodici anni». Presa di posizione dura e perentoria anche nei confronti dell’Arpac perché «continua a utilizzare parametri da zona industriale per i rilevamenti mentre l’area è residenziale e commerciale dal 2006, da quasi vent’anni».

«La verità – conclude Forte – è che questo tavolo nasce per perdere tempo. È fumo negli occhi, una melina politica e istituzionale, una vergogna indegna nei confronti dei cittadini che in questi anni hanno sofferto, si sono ammalati, sono morti. Se davvero si vuole risolvere questa tragedia si convochi chi l’ha causata: i rappresentanti delle Fonderie Pisano. E si parta da chi l’ha combattuta fin dall’inizio: i cittadini e l’associazione Salute e Vita».

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