Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha messo la parola fine alle contestazioni riguardanti il concorso pubblico per la copertura di quattro posti di agente di Polizia Locale nel Comune di Roccadaspide. La sentenza della Terza Sezione di Salerno ha respinto il ricorso presentato da uno dei candidati, confermando la piena legittimità dell’operato della commissione esaminatrice e la validità della graduatoria finale.
La vicenda e le contestazioni del ricorrente
Al centro del contenzioso vi era il giudizio negativo riportato da un partecipante durante la seconda prova scritta, un elaborato teorico-pratico in cui aveva ottenuto il punteggio di 12,5/30, insufficiente per l’accesso alla prova orale fissato a 21/30. Il ricorrente aveva impugnato gli atti del concorso sollevando diverse eccezioni, tra cui l’asserita incompetenza del Responsabile dell’Area Tecnica nella nomina della commissione e la mancanza di criteri di valutazione chiari e prestabiliti.
Secondo la difesa del candidato (rappresentato dall’avvocato Giuseppe Vitolo), la commissione non avrebbe determinato i parametri per la valutazione delle prove prima del loro svolgimento, rendendo così il voto numerico privo di una base motivazionale adeguata. Inoltre, era stato richiesto il riesame degli elaborati denunciando una presunta disparità di trattamento rispetto ad altri concorrenti ammessi all’orale.
La decisione dei giudici amministrativi
I magistrati salernitani hanno però smontato punto per punto le tesi del ricorso. In merito alla nomina della commissione, il Tribunale ha chiarito che l’attuale regolamento comunale prevede espressamente che tale atto spetti al Responsabile del Settore interessato.
Ancora più rilevanti sono i passaggi della sentenza riguardanti la discrezionalità tecnica della commissione. I giudici hanno ribadito un principio consolidato della giurisprudenza amministrativa:
“La commissione di concorso è dotata per lo svolgimento della propria funzione di ampia discrezionalità tecnica con riferimento a tutti i momenti della procedura dall’individuazione dei criteri per la valutazione dei titoli e per la correzione delle prove… le scelte e le valutazioni della commissione di concorso sono censurabili soltanto laddove risultino inficiate ictu oculi da incongruenza, irrazionalità, irragionevolezza, arbitrarietà, travisamento od illogicità”.
Criteri trasparenti e valutazione legittima
Il TAR ha accertato che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la commissione aveva stabilito una griglia di valutazione articolata con indicatori precisi relativi al contenuto, al linguaggio tecnico e all’organizzazione dei testi. Tali parametri sono stati ritenuti adeguati a garantire la trasparenza e la correttezza del giudizio.
La sentenza ha inoltre sottolineato che il giudice amministrativo non può sostituirsi alla commissione nella valutazione di merito degli elaborati, a meno di errori macroscopici che, nel caso di Roccadaspide, non sono stati ravvisati. Anche il tentativo di autotutela avviato dal Comune con un riesame degli atti ha confermato il punteggio iniziale, blindando definitivamente l’esito del concorso.
Con questa pronuncia resta dunque invariata la graduatoria che vede vincitori i candidati già individuati (rappresentanti dall’avvocato Federico Belmonte), garantendo al Comune di Roccadaspide la piena operatività dei nuovi agenti assunti in servizio.
