La discussione sulla variante urbanistica per un immobile nel centro di Velina, a Castelnuovo Cilento, è diventata rapidamente una questione delicata per l’amministrazione guidata dal sindaco Gianluca D’Aiuto. Il Consiglio Comunale di ieri sembra aver messo in luce una spaccatura interna alla compagine di governo: la proposta ha incassato solo tre voti favorevoli (quelli del primo cittadino, di Morinelli e di Giglio), mentre il resto dei consiglieri ha opposto un netto rifiuto.
Il boicottaggio della minoranza: “Fallimento politico”
Grande assente della seduta è stato l’intero gruppo di minoranza “Castelnuovo Cilento nel cuore”, guidato da Anna Maria Cerbone. L’opposizione ha scelto di boicottare l’assise, definendola senza mezzi termini “l’ennesima prova di un fallimento politico ormai evidente”.
Attraverso una nota affidata ai social, la minoranza ha rincarato la dose: “L’esito della votazione certifica una verità lampante: questa maggioranza non esiste più. Non sono più in grado di governare neanche da soli”. Il gruppo denuncia una paralisi amministrativa, accusando l’amministrazione di essere “bloccata in liti interne, regolamenti di conti e incapacità politica”, concludendo con un invito perentorio al sindaco a trarre le dovute conseguenze per il bene del paese.
La replica del sindaco D’Aiuto: “Atto tecnico e voto secondo coscienza”
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Gianluca D’Aiuto. Il primo cittadino ha chiarito che la richiesta pervenuta agli uffici riguardava un Permesso di costruire in deroga, previsto dall’articolo 14 del DPR 380/2001.
“È importante ricordare – ha precisato il sindaco – che il permesso in deroga non è un atto politico, ma un atto tecnico-amministrativo. La decisione spetta al Consiglio nella sua totale autonomia”. D’Aiuto ha rivendicato la scelta di aver garantito un dibattito libero e privo di imposizioni di scuderia, nel pieno rispetto dell’istituzione e dei cittadini istanti.
Difesa della compattezza e trasparenza
In merito alle accuse di spaccatura, D’Aiuto ha respinto l’idea di una coalizione al tramonto: “Ogni consigliere ha potuto votare secondo coscienza, confermando l’alto senso istituzionale della nostra comunità. Siamo compatti, non nell’imporre decisioni, ma nel difendere trasparenza, legalità e democrazia”.
