Fabio Cagnazzo, il colonnello dei carabinieri coinvolto nell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica ucciso nel 2010, è ufficialmente rientrato in servizio. La decisione segue il proscioglimento sancito lo scorso 27 marzo dal gup di Salerno, Giovanni Rossi, che ha fatto cadere l’accusa di concorso in omicidio.
Da questa settimana, Cagnazzo è a disposizione del comandante del Cufa (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari). Si tratta di un incarico che, con ogni probabilità, avrà natura provvisoria: nelle prossime settimane il Comando Generale dell’Arma definirà la sua destinazione definitiva, in attesa che vengano pubblicate le motivazioni della sentenza che ha smantellato l’impianto accusatorio a suo carico.
L’iter giudiziario
Per l’ufficiale la fine di questo iter rappresenta il termine di un’odissea iniziata nel settembre 2010. Un percorso segnato non solo dalle accuse, ma anche da una pesante misura cautelare: Cagnazzo è rimasto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per sette mesi, dal novembre 2024 al marzo 2025.
La svolta è arrivata quando la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei suoi legali, Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza sia in merito all’omicidio sia al presunto depistaggio. Tale orientamento è stato poi confermato dal Tribunale del Riesame di Salerno e infine dal gup, portando alla piena riabilitazione professionale del colonnello.
Gli altri fronti del processo: rito ordinario e abbreviato
Nonostante il proscioglimento di Cagnazzo, arrivato non senza polemiche da parte dei familiari di Vassallo, la ricerca della verità sulla morte di Vassallo prosegue lungo altri binari giudiziari. Mentre l’ufficiale riprende il suo posto tra le fila dell’Arma, per altri indagati si aprono le porte del dibattimento.
La prossima settimana inizierà il processo con rito abbreviato per il cosiddetto “grande accusato”, l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Al contempo, hanno affrontato il rinvio a giudizio e seguiranno il rito ordinario (con prima udienza fissata al 9 luglio) il carabiniere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano, entrambi accusati di omicidio. Resta invece in una posizione marginale Giovanni Cafiero, chiamato a rispondere esclusivamente di reati legati agli stupefacenti.
