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Terremoti, Caggiano diventa un laboratorio scientifico: in arrivo 11 stazioni per studiare la faglia dei Monti della Maddalena

Caggiano potenzia la rete di monitoraggio sismico in zona 1. In arrivo 11 stazioni dell'INGV per studiare la faglia dei Monti della Maddalena e la microsismicità.

Di: Erminio Cioffi
Pubblicato il: 12/06/2026
Aggiornato il: 12/06/2026
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Si rafforza la rete di monitoraggio sismico sul territorio di Caggiano. Sono infatti in corso le attività per il potenziamento delle installazioni sui monti del comune salernitano, interventi che porteranno a undici il numero complessivo delle stazioni sismiche presenti nella zona.

Un territorio ad alta pericolosità: la faglia di Caggiano

L’iniziativa riveste una particolare importanza considerando che Caggiano ricade in zona sismica 1, la fascia classificata a più elevata pericolosità. Il territorio è inoltre attraversato dalla cosiddetta “faglia di Caggiano”, una struttura geologica ritenuta di grande interesse scientifico per lo studio della sismicità dell’Appennino meridionale.

Secondo gli studi, il sistema di faglie si estende per circa 17 chilometri e presenta evidenze di antiche rotture nell’area dei Monti della Maddalena, responsabili in passato di eventi sismici di notevole intensità. Da qui nasce l’importanza di investire nella conoscenza e nel monitoraggio del territorio, strumenti fondamentali per la prevenzione e la sicurezza delle comunità.

Il ruolo dell’INGV e della rete ISNet

Il progetto è coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e si inserisce nelle attività di ISNet (Irpinia Seismic Network). Si tratta di una rete scientifica che rappresenta un vero laboratorio a cielo aperto per lo studio dei processi che interessano i sistemi di faglia dell’Appennino meridionale. Le ricerche si concentrano in particolare sull’analisi della microsismicità e sul ruolo dei fluidi nella generazione dei terremoti.

ISNet costituisce inoltre la base dei sistemi di allerta precoce (early warning) per i terremoti sperimentati in Italia, confermando il valore strategico e tecnologico di questa infrastruttura.

La risposta del Comune: “Orgoglio e servizio alla ricerca”

Dal Comune di Caggiano viene sottolineato come la partecipazione a un progetto di così alto profilo rappresenti motivo di orgoglio, mettendo il territorio al servizio della ricerca scientifica, della prevenzione e della tutela delle comunità.

L’Amministrazione comunale ha inoltre rivolto un appello accorato ai cittadini affinché vengano rispettate e protette le apparecchiature installate.

“Non sono semplici strumenti — viene evidenziato — ma dispositivi fondamentali per comprendere meglio il territorio e contribuire alla sicurezza di tutti. Danneggiarli significa arrecare un danno all’intera comunità e al lavoro svolto nell’interesse pubblico”.Il Comune ha infine confermato la volontà di proseguire la collaborazione con l’INGV e con gli altri enti scientifici e tecnici competenti, nella ferma convinzione che monitoraggio, ricerca e conoscenza del territorio siano elementi essenziali per affrontare con maggiore consapevolezza e resilienza le sfide legate al rischio sismico.

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