Un intero ecosistema forestale è stato soppresso nei pressi di una scarpata situata a ridosso della Strada Statale 18 “Cilentana”, in località Monteruggio-Cardillo, nel comune di Roccagloriosa. L’operazione ha portato alla denuncia di tre persone al termine di una complessa attività d’indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Forestali di Sapri, guidato dal Maresciallo Luigi Di Berardino, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania.
False istanze per nascondere il disboscamento
L’indagine, supportata da numerosi sopralluoghi e analisi documentali, ha portato alla luce un collaudato sistema di raggiri. Secondo gli inquirenti, il proprietario del terreno, avvalendosi della complicità di un noto imprenditore locale e di un tecnico, avrebbe presentato un’istanza mendace. Il documento richiedeva il ripristino dell’area per finalità agricole, omettendo però che sul sito insistesse da oltre un secolo un fitto bosco di querce e macchia mediterranea, completamente sradicato per far posto ai nuovi interventi.
Rischi per la stabilità del suolo e del bacino idrico
Oltre al danno ecologico, le operazioni hanno generato un concreto pericolo per l’assetto idrogeologico della zona. L’area interessata si trova infatti a ridosso del “Vallone Mortella”, un’asta fluviale demaniale. La rimozione della vegetazione e la modifica della morfologia del terreno mettono a serio rischio il regolare deflusso delle acque, minacciando la stabilità dei suoli e la sicurezza della vicina arteria stradale.
I reati contestati: dal falso al deturpamento ambientale
Pesanti le accuse formulate a carico dei tre soggetti coinvolti. I Carabinieri Forestali hanno contestato reati che vanno dalla falsità ideologica alla violazione del Testo Unico del Paesaggio. I soggetti dovranno inoltre rispondere di deturpamento di bellezze naturali, realizzazione abusiva di strade sterrate e mutamento non autorizzato della destinazione d’uso dei suoli.
