Un nuovo episodio legato all’erosione costiera riporta l’attenzione sulle condizioni del litorale cilentano. Nelle ultime ore, a causa del mare in tempesta e dei forti venti che hanno investito la costa, una parte della struttura di uno stabilimento balneare situato sul lungomare di Ascea Marina si è parzialmente sgretolata, cedendo verso l’interno.
I disagi
Il cedimento è avvenuto in un periodo di chiusura stagionale dell’attività: il lido era infatti inattivo per la pausa invernale e non si registrano feriti né persone coinvolte. Un elemento che ha evitato conseguenze più gravi, ma che non ridimensiona la portata dell’accaduto. Le onde hanno colpito con particolare violenza il tratto di costa interessato, erodendo gran parte della spiaggia e compromettendo la stabilità della struttura. La progressiva perdita di arenile, fenomeno che da tempo interessa il lungomare di Ascea, continua a mettere sotto pressione infrastrutture e attività economiche legate alla balneazione.
L’intervento della Polizia Municipale
A scopo precauzionale, la Polizia Municipale è intervenuta tempestivamente transennando l’area interessata dal crollo, al fine di garantire la sicurezza di residenti e passanti. Le autorità locali stanno monitorando l’evolversi della situazione, valutando eventuali ulteriori rischi legati alle condizioni del mare e alla tenuta delle strutture presenti lungo la costa.
L’episodio riaccende il dibattito sull’erosione costiera, un problema strutturale che continua a modificare il profilo del litorale cilentano e a suscitare crescente preoccupazione tra cittadini e operatori balneari. La necessità di interventi efficaci e duraturi per la tutela della costa torna così al centro dell’attenzione, alla luce di danni che, stagione dopo stagione, si fanno sempre più evidenti.
L’ho visto da vicino, è praticamente da rifare,non solo ha ceduto l’accumulo dei cubi di cemento della base, il pavimento del lido è sceso di livello di un bel po’,e non è rimasto quasi nulla di stabile,ma anche il muro parallelo al marciapiede e la relativa pavimentazione. Il mare infiltratosi ha consumato da sotto l’appoggio ed ha trascinato via pezzi di muro di cemento. Non a caso una struttura poco distante essendo a palafitta e più in alto rispetto al livello del mare ha resistito bene essendo anche più elastica. La fila di massi frangiflutti a pelo posti poco distanti dalla riva vanno rimodulati .
Giovanni Ciardiello ho visto quando lo rifacevano non ricordo se era a Pasqua o inizio estate. Purtroppo di spiaggia, in alcuni punti, ne è rimasta poca. La più grande è quella della scogliera. Stesso problema a Casal velino.
Quando prendono provvedimenti noi per gli affitti paghiamo un sacco di soldi
Lucia Cardolo bisogna prendere provvedimenti per salvaguardare il territorio o perché Lei paga un fitto? Ora voglio capire!
Siviglia Fausto naturalmente per il territorio e normale ma poi se le spiaggie non ci sono più come l anno scorso e naturale che io non vengo
Uno dei più belli lungomare sta diventando una gincana fra poco si deve camminare in mezzo alla strada perché il marciapiede e tutto rotto
Alberto Marrandino rotto è pieno di steppaglie secche
Nessuno conosce la normativa. Fanno addirittura opere in cemento e restano stabilmente sul demanio
Costruire su palafitte no? (Lido Sciabecco) Blocchi di cemento appoggiati su sabbia è logico che cede tutto.
il problema è la mancanza di apporto di sedimenti. La piana di Ascea si è creata con i sedimenti e dopo la realizzazione della diga ….arrivano solo quelli degli altri corsi d’acqua.
Troppo pochi evidentemente
Ha stato Putin
Commenti perfettamente inutili… Non c’è la volontà, o la capacità, di risolvere il problema alla radice.
I lidi devono essere rimossi entro il 15 di ottobre…..sono strutture di supporto alla balneazione….
Povera Ascea mia. Che fine