Alla fine, la conferma è arrivata, spazzando via le incertezze delle ultime ore. Roberto Mutalipassi, sindaco di Agropoli, sarà della partita nella prossima competizione per il rinnovo del consiglio provinciale di Salerno. Una mossa che smentisce categoricamente le voci circolate alla vigilia, che davano il primo cittadino agropolese lontano dalla lista dei candidati o propenso a un passo indietro.
Una scelta di responsabilità territoriale
L’annuncio è giunto come un segnale forte di presenza politica. La decisione di Mutalipassi non è solo una scelta personale, ma risponde a una precisa esigenza politica: garantire che la città di Agropoli, porta del Cilento e uno dei centri demografici più rilevanti della provincia, mantenga un peso specifico all’interno di Palazzo Sant’Agostino.
Nel suo annuncio, il sindaco ha sottolineato l’importanza di dare continuità all’azione amministrativa, collegando le necessità del territorio locale alle strategie di area vasta. La candidatura nasce dalla volontà di rappresentare le istanze dei cittadini e degli amministratori locali in un ente che, nonostante le riforme, mantiene competenze cruciali su viabilità, edilizia scolastica e ambiente.
Smentite le voci di un passo indietro
Fino a poche ore fa, i “rumors” di corridoio suggerivano scenari differenti, ipotizzando che Mutalipassi potesse lasciare spazio ad altri profili o concentrarsi esclusivamente sull’amministrazione comunale. La conferma della candidatura rimescola invece le carte in tavola e ridisegna gli equilibri politici della zona.
La sfida elettorale
Le elezioni provinciali, essendo di secondo livello (vota solo chi è già eletto nei consigli comunali), si giocano su tavoli diversi rispetto alle amministrative classiche. Contano le alleanze, i rapporti di forza tra i comuni e la capacità di tessere relazioni sovracomunali.
Con la candidatura ufficiale di Mutalipassi, Agropoli punta a blindare una rappresentanza diretta. Ora la campagna elettorale entra nel vivo: l’obiettivo del sindaco sarà quello di aggregare consensi non solo tra i fedelissimi, ma anche tra gli amministratori dei comuni limitrofi, facendo leva sulla centralità strategica della città cilentana.
