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Agropoli, Mutalipassi sfida i “dissidenti”: «Basta ricatti, pensiamo alla città»

Crisi politica ad Agropoli: il sindaco Roberto Mutalipassi approva il bilancio, perde pezzi della maggioranza ma rilancia con un messaggio shock alle opposizioni. Analisi di una manovra tra orgoglio e strategia

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 28/03/2026
Aggiornato il: 28/03/2026
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La figura apparentemente più fragile della politica agropolese degli ultimi tempi, Roberto Mutalipassi, emerge dall’ultimo Consiglio Comunale paradossalmente rafforzata, almeno sotto il profilo della comunicazione e dell’immagine pubblica.

Dopo settimane di tensioni altissime e il rischio concreto di non avere i numeri per approvare il bilancio, il primo cittadino ha dovuto condurre una sfibrante trattativa diplomatica. Un gioco al rialzo che aveva iniziato a spazientire perfino i fedelissimi della maggioranza, stanchi di continui compromessi e “preghiere” politiche.

I numeri della crisi

Alla fine, la prova dell’aula ha dato ragione al sindaco, ma il prezzo politico è evidente: Michele Pizza passato ufficialmente all’opposizione; i tre consiglieri (Di Biasi, Russo e Serra) hanno scelto la linea dell’assenza, non presentandosi all’assise.

La mossa tattica: dal “ricatto” all’apertura

A fine seduta, Mutalipassi ha ribaltato la narrazione con un intervento mirato. Ha rivendicato il lavoro svolto per la città, contrapponendolo alle “richieste personalistiche” e alle pressioni ricevute, con un riferimento neanche troppo velato proprio ai dissidenti del gruppo Agropoli Oltre.

L’elemento di rottura è stato l’appello finale: il sindaco si è detto pronto a collaborare con le opposizioni per il bene esclusivo della comunità, dichiarando di non essere proiettato alle prossime elezioni ma alla stabilità amministrativa.

Cosa succede ora?

Il messaggio è stato lanciato e sembra aver già trovato un primo interlocutore nel consigliere Gerardo Santosuosso, che parrebbe pronto a raccogliere l’invito e probabilmente lo avrebbe fatto già ieri se i numeri lo avessero richiesto. La sfida adesso è doppia: individuare un appoggio (interno o esterno) che permetta una ricompattazione della maggioranza e valutare il rientro dei dissidenti senza cedere a nuovi “ricatti”, come li ha chiamati il sindaco. 

Tra dignità rivendicata e un pizzico di vittimismo strategico, Mutalipassi esce dall’aula con una leadership rinvigorita agli occhi del pubblico ma con una maggioranza ancora più fragile. Come sempre in politica, saranno i fatti a dover dare seguito alle parole.

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