Agropoli sta vivendo il cambiamento commerciale più significativo degli ultimi quarant’anni. L’arrivo di grandi insegne nazionali e internazionali ha trasformato la città in un polo d’attrazione che va ben oltre i confini comunali, intercettando consumatori dal Cilento, dalla Piana del Sele e dalle aree interne. Secondo il consigliere comunale Raffaele Pesce, del movimento Liberi e Forti, queste nuove realtà non vanno viste come una minaccia, ma come motori capaci di generare volumi di traffico e consumo che la politica ha il dovere di governare.
Oltre la difesa del commercio di prossimità
Il nodo centrale della questione non è la sfida ideologica tra centri commerciali e piccoli negozi. La vera scommessa per l’amministrazione consiste nel trasformare i flussi generati dai grandi poli in valore per l’intero tessuto urbano. Il commercio di vicinato deve evolversi: non più un comparto fragile da proteggere con misure d’emergenza, ma una risorsa strategica che punta su identità, specializzazione e relazione, integrandosi con il turismo e i servizi.
Mobilità e pianificazione obsoleta
Uno dei punti critici evidenziati da Pesce riguarda l’accessibilità. Le regole che oggi gestiscono il traffico e la sosta ad Agropoli risalgono spesso a decenni fa, un’epoca in cui la città aveva funzioni e dimensioni ridotte rispetto al ruolo di hub territoriale che ricopre oggi.
Per non subire il cambiamento, è necessario che gli strumenti di pianificazione dialoghino tra loro. In particolare, il Piano Urbanistico Comunale (PUC) e lo Strumento comunale d’intervento per l’Apparato distributivo (SIAD) devono operare in sinergia. Senza questa visione d’insieme, il rischio è quello di una crescita caotica guidata solo dal mercato o, al contrario, di un centro cittadino destinato al declino.
Scelte strutturali e geomarketing
Il consigliere sottolinea che le grandi aziende scelgono il territorio basandosi su studi rigorosi di geomarketing e analisi dei flussi. La politica locale deve dotarsi degli stessi strumenti per assumere decisioni coraggiose e strutturali, evitando soluzioni temporanee o parziali.
Il SIAD non deve essere un semplice adempimento burocratico, ma il mezzo per ridisegnare il rapporto tra grandi attrattori e negozi del centro, integrando commercio e viabilità.
Il dibattito pubblico di gennaio
Per affrontare queste sfide, il movimento Liberi e Forti organizzerà nel mese di gennaio un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza. L’incontro vedrà la partecipazione di esperti del settore e di società specializzate in analisi di mercato. L’obiettivo non è una celebrazione simbolica, ma un momento di confronto tecnico e politico per decidere se Agropoli saprà guidare il proprio sviluppo o se resterà a guardare le dinamiche economiche evolversi senza una direzione chiara.
