Doccia gelata per i lavoratori delle Fonderie Pisano a Salerno: l’impianto di Fratte resta chiuso. Il TAR ha respinto il ricorso della proprietà contro lo stop alle attività industriali dopo i provvedimenti della regione Campania. Ieri mattina, davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, si è svolta l’udienza sul ricorso presentato dalle Fonderie Pisano di Salerno contro il provvedimento con cui la Regione Campania aveva negato il rinnovo dell’AIA allo stabilimento di Fratte.
Il presidio dei lavoratori per chiedere certezze sul proprio futuro
All’esterno del tribunale, una folta rappresentanza di lavoratori, affiancati dai sindacati, ha preso parte a un presidio per chiedere certezze sul proprio futuro. “Al Tar la verità: giustizia, non fretta!”, lo striscione esposto dagli operai, mentre in aula i legali dell’azienda chiedevano la sospensiva del provvedimento regionale. Richiesta a cui si sono opposti la Regione, oltre 300 cittadini costituiti e le associazioni ambientaliste.
Respinto il ricorso della proprietà
Nel pomeriggio poi la decisione dei giudici: il TAR ha respinto il ricorso della proprietà. Le Fonderie Pisano restano chiuse. Una pronuncia che conferma la validità dello stop alle attività industriali disposto dalla Regione. Una decisione che segna un passaggio cruciale in una vicenda lunga e complessa, legata anche alle indicazioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che aveva già evidenziato i rischi per la salute pubblica connessi all’inquinamento prodotto dallo stabilimento.
I commenti
Dalla Regione Campania arriva una linea chiara: la tutela della salute viene prima di ogni interesse economico. L’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro ha parlato di una decisione importante, pur sottolineando il dolore che attraversa questa vicenda: quello delle famiglie colpite, dei lavoratori e di un territorio segnato per anni. Ribadito l’impegno dell’istituzione nel garantire percorsi di tutela e ricollocamento per gli operai e nell’aprire a investimenti industriali innovativi e sostenibili.
Sulla stessa linea il presidente della Regione Roberto Fico, che ha evidenziato come la decisione confermi la correttezza dell’azione amministrativa, fondata su valutazioni tecniche rigorose e nel rispetto della legge. Priorità, ha detto, restano salute e ambiente, senza però dimenticare l’impatto sociale della chiusura e la necessità di accompagnare i lavoratori in questa fase. Soddisfazione è stata espressa da Lorenzo Forte, presidente dell’associazione Salute e Vita, che ha parlato di una giornata storica dopo oltre vent’anni di battaglie, ricordando le vittime dell’inquinamento e sottolineando come finalmente si possa immaginare un futuro diverso per il territorio, senza contrapposizione tra diritto alla salute e diritto al lavoro.
Operai sperano nell’incontro presso il Mimit
Una decisione che chiude un capitolo lungo oltre vent’anni e ne apre un altro: quello della bonifica, della riconversione e della ricerca di un nuovo equilibrio tra sviluppo, ambiente e lavoro. Questa mattina, i lavoratori si sono nuovamente riuniti in presidio all’interno del cortile dello stabilimento di via dei greci. L’ultima spiaggia resta l’incontro a Roma presso il Mimit il prossimo 20 aprile.