Contursi Terme, mamma 43enne muore dopo intervento: la famiglia si oppone alla richiesta di archiviazione

Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, l’avvocato Michele Galiano, uno dei componenti dell’équipe che eseguì l’operazione avrebbe definito quella procedura “routinaria"

Martello giudice

Alessandra Cavallo, giovane madre originaria di Contursi Terme, è morta lo scorso anno a poco più di quarant’anni dopo un lungo e difficile decorso clinico seguito a un intervento chirurgico eseguito in una clinica di Pompei.

I fatti

La donna, sposata e madre di due figli, era stata sottoposta a una procedura endoscopica per la rimozione di un calcolo, un’operazione generalmente considerata di routine. Proprio il carattere apparentemente semplice dell’intervento rende ancora più dolorosa e incomprensibile, per i familiari, la tragedia che si è consumata.

Famiglia si oppone alla richiesta di archiviazione

Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, l’avvocato Michele Galiano, uno dei componenti dell’équipe che eseguì l’operazione avrebbe definito quella procedura “routinaria”.

Dopo l’intervento, però, le condizioni della donna si sarebbero progressivamente aggravate, rendendo necessari ulteriori trattamenti e interventi sanitari fino al decesso, sopraggiunto dopo un mese e ventisei giorni di sofferenza.

Le indagini

Sulla vicenda ha indagato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il medico che ha materialmente eseguito l’intervento. Nei suoi confronti, tuttavia, è stata successivamente avanzata richiesta di archiviazione.

Una scelta contestata dalla famiglia di Alessandra Cavallo, che attraverso il proprio legale ha presentato formale opposizione. Nell’atto depositato, l’avvocato Galiano evidenzia – secondo la prospettazione difensiva – diverse criticità e incongruenze nell’iter sanitario seguito dalla paziente, sottolineando la necessità di ulteriori approfondimenti.

Le parole dell’avvocato Michele Galiano

“Parliamo di una donna giovane, madre di due figli, entrata in clinica per un intervento che è stato definito dagli stessi sanitari come routinario”, ha dichiarato l’avvocato Michele Galiano. “Eppure da quel momento è iniziato un percorso sanitario complesso e doloroso che, nel giro di quasi due mesi, ha portato alla sua morte. È mio dovere, come difensore della famiglia, fare tutto il possibile affinché venga fatta piena luce su ciò che è accaduto”.

Il legale sottolinea come l’opposizione alla richiesta di archiviazione non rappresenta soltanto un passaggio tecnico, ma una richiesta precisa di verità e di accertamento dei fatti. “Abbiamo ritenuto necessario opporci perché riteniamo che vi siano ancora numerosi aspetti da chiarire”, ha aggiunto Galiano.

L’iter

“Nell’iter sanitario emergono passaggi che meritano un approfondimento più attento. La famiglia non cerca vendette, ma pretende che venga accertata ogni eventuale responsabilità. Alessandra merita verità e giustizia, e soprattutto i suoi figli meritano di sapere cosa è realmente accaduto alla loro madre”.

La decisione ora spetta al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che dovrà valutare l’opposizione presentata dalla difesa della famiglia e stabilire se accogliere la richiesta di archiviazione o disporre ulteriori accertamenti sulla vicenda.

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