A Vatolla la mostra “Fantasia come memoria” di Enzo Cursaro

Sabato 13 agosto alle ore 20, presso la Fondazione Giambattista Vico, Castello Vichiano di Vatolla, il presidente della Fondazione Luigi Maria Pepe inaugura la mostra “Fantasia come memoria”, dell’artista Enzo Cursaro.

L’inaugurazione della mostra, patrocinata dai Comuni di Perdifumo e di Capaccio Paestum e dall’associazione culturale Arte & arte, sarà presieduta dal presidente onorario della Fondazione Giambattista Vico prof. Vincenzo Pepe e presentata dal dott. Claudio Aprea.

Il cuore espositivo della rassegna pittorica a cui l’artista Enzo Cursaro fa riferimento è il concetto vichiano: “La fantasia altro non è che memoria o dilatata o composta”. Da qui segue l’articolato allestimento che ci porta a comprendere il tema che ha ispirato l’esposizione “Fantasia come memoria”. 

Le opere presentate attingono alla vasta iconografia di un passato sia antico che recente del contesto paesaggistico in cui l’artista vive: Paestum, accostando e sovrapponendo fantasticamente immagini di natura rurale a sembianze mitologiche di un trascorso epico che sempre riecheggia nella memoria e che necessariamente riaffiora nei lavori dell’artista.  

Le stanze del Castello Vichiano permettono di ospitare singolarmente un buon numero di poetici bozzetti appena acquarellati di contenute dimensioni, come fossero appunti scritti sul taccuino personale del pittore e mai esposti al pubblico. 

L’esposizione contiene opere “dedicate” su cui è ritratta la figura del filosofo Giambattista Vico   e lavori su carta e su tela pieni di vigorosa energia ancora freschi di fattura.                                

Questi ultimi sono disegni partoriti per l’occasione da un inusuale spirito ironico/provocatorio quale conseguenza del pensiero a cui l’artista fa affidamento; fantasia come memoria dilatata, dove nel procedere della facoltà creativa considera anche la capacità della sovrapposizione formale di soggetti/oggetti e di periodi storici distanti tra essi nel tempo.

La mostra si avvale di due notevoli sculture dipinte, grandi piatti acciaiosi su cui Cursaro già qualche anno fa aveva sviluppato la propria idea di scudo, essi stanno a sottolineare nitidamente la matrice culturale di riflessione mediterranea. 

In sostanza viene esposto al pubblico un vivace e variegato immaginario che si apre alle diverse prospettive di una personale interpretazione delle nostre reminiscenze come radici culturali.