San Mauro “resiste”: grande festa popolare dopo lo stop di “Settembre ai fichi”

Ieri l'evento, tanti i partecipanti

Carabinieri e Asl bloccano “Settembre ai fichi”, San Mauro Cilento si “ribella” e con uno scatto d’orgoglio l’intera comunità prova a salvare il salvabile organizzando una grande festa popolare. I fatti hanno inizio sabato sera: nel vivo dell’evento, quando il centro cilentano è affollato da tantissima persone, fanno irruzione carabinieri e uomini del dipartimento prevenzione e igiene dell’Asl. Si scoprono presunte irregolarità: “un muro non intonacato”, dice il sindaco Giuseppe Cilento, e così la festa viene bloccata tra la rabbia e l’indignazione dei tanti presenti. San Mauro Cilento non ci sta, protesta per quanto avvenuto. A farsi portavoce del malcontento popolare è proprio il primo cittadino che affida ai social il suo pensiero:

“Due annate olivicole scarse;
Un paese in decremento demografico;
Un prodotto storico come i fichi valorizzato;
Una stagione turistica allungata;
Una cooperativa agricola che organizza tre stand, per coprire almeno in parte le spese a favore della festa autofinanziata col lavoro volontario;
La parrocchia che organizza il suo stand per migliorare la chiesa;
Tre gruppi di giovani impegnati nelle feste e nella promozione turistica di San Mauro Cilento, Pollica, Stella Cilento uniti in uno stand per autofinanziarsi;
Famiglie modeste, che cercano di sbarcare il lunario vendendo prodotti agricoli o enogastronomici;
Gli ultimi giovani rimasti in paese, che si mettono insieme per continuare a restare;
Produttori venuti da paesi limitrofi con la speranza di vendere i loro sudati raccolti;
Ragazzini che suonano come volontari;
Due bande musicali che organizzano la mostra del loro centenario e suonano gratuitamente;
Due splendide mostre su Mario Martone e sulla mascherata sammaurese;
Nessun rispetto di chi si rimbocca le maniche per promuovere prodotti, allungare la stagione turistica, senza consumare risorse pubbliche;
Lo Stato si precipita in forze ad umiliarci.
Io, sindaco settantatreenne, sto con la mia gente, per spendere gli ultimi anni della mia vita per loro, come ho sempre fatto”.

Giuseppe Cilento

Di qui l’annuncio: “festeggiamo insieme per la vita e la libertà di un piccolo paese”. E così avviene. Ieri sera tornano gli stand, tornano i produttori, i giovani, la parrocchia, i volontari, la musica e l’animazione. La festa è comunque un successo, San Mauro Cilento si “ribella” alle istituzioni che, stando alle accuse, avrebbero posto in essere i loro controlli in modo tale da arrecare un danno di immagine all’intero paese già messo duramente alla prova un anno e mezzo fa quando le sirene dei carabinieri svegliarono i cittadini all’alba per eseguire gli arresti di sindaco e componenti della giunta comunale.

Tra coloro che sembrano di questo avviso c’è Giuseppe Tarallo, già presidente del Parco del Cilento. “Questo è il modo e il sistema per interrompere e chiudere una sagra molto rispettata la cui nomea è stata costruita in anni di sacrifici e di attiva partecipazione dell’intera comunità? I controlli non possono essere preventivi, all’atto delle autorizzazioni o quando ancora la gente non è arrivata e non quando ci sono centinaia di persone? E soprattutto con la dovuta discrezione, con garbo e un pizzico di rispetto e di civiltà?”, si chiede. “Questo è il secondo blitz che avviene a San Mauro (dopo quello contro gli amministratori) e per la seconda volta il modo in cui è avvenuto offende una intera comunità”, afferma Tarallo.

Un pensiero raccolto da molti residenti del centro cilentano che ieri, però, hanno provato a riscattarsi, rispondendo all’appello di “San Mauro resisti”.

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Redazione Infocilento

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