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Carenza di personale negli ospedali: mancano 1200 operatori

Ecco il testo della missiva

Comunicato Stampa
Pubblicato il 18 Ottobre 2018
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Una nota ai vertici dell’Asl Salerno per segnalare i problemi legati all’ormai cronica carenza di personale. Ad inviarla  Biagio Tomasco, Segretario Territoriale

Nursind Salerno. Ecco il testo della missiva:

da stime oramai accertate e difficilmente controvertibili, si è giunti a determinare che, complessivamente, nell’ASL Salerno e nell’AOU S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona manchino, tra personale dirigente e personale di comparto, circa 1200 operatori.

Tale situazione sta determinando, in uno ad altre concause che si andranno ad evidenziare, un continuo depauperamento dell’erogazione dei LEA nei confronti del cittadino utente che risulta essere oramai intollerabile.

Tanto risulta cogente in virtù del fatto che la Regione Campania, che agogna da anni la fuoriuscita dal commissariamento, possa vantare ottimi risultati, certificati dalla Corte dei Conti, in merito al contenimento ed al risanamento dei costi di gestione, ma non altrettanto può vantare in merito all’erogazione dei Lea assegnati ad ogni singola azienda sul territorio.

A questa logica non sfuggono sia l’ASL Salerno, sia l’AOU S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.

Difatti, oltre al parametro dei suddetti LEA, ci si trova dinanzi ad uno sforamento di circa 6.000.000 di € del fondo disagio (leggi straordinario) in ambedue le aziende sanitarie, con un marcato sbilanciamento dell’azienda universitaria che annovera la metà del personale di comparto rispetto all’ASL Salerno.

E da qui nasce una prima, crediamo rilevante considerazione, ovvero se si considera che l’Azienda Ospedaliera spenda in lavoro straordinario quanto l’ASL Salerno, sebbene annoveri la metà del personale, è evidente che le attività che in essa si svolgano non siano correttamente dimensionate rispetto al personale che le dovrebbe erogare, cosa per la quale si debba necessariamente trovare un fattore di correzione che consideri le attività che si devono comunque erogare ed il numero di personale individuato dal DCA 67/2016.

Oltremodo utile sarebbe una definitiva ricognizione di tutte le figure professionali in forza alle Vostre Aziende, che possa determinare una volta per tutte l’effettivo fabbisogno di personale che dovrà essere dimensionato sulla base delle attività da erogare, e che soprattutto deve essere oggetto di confronto con le  OO.SS. ai sensi del Verbale d’intesa sottoscritto in data 16 maggio 2018 con la Regione Campania.

A questo riguardo indispensabile risulta detta ricognizione, che debba mettere in evidenza la reale consistenza numerica di chi effettivamente svolge le mansioni per cui sia stato assunto, andando ad eliminare l’odioso fenomeno dei cosiddetti “imboscati”, dando loro la possibilità di dimostrare l’effettiva cogenza della loro posizione lavorativa con i mezzi che la normativa mette a disposizione, ovvero chi presenta patologie e chi no, specificando che nel secondo caso si debba necessariamente ritornare al profilo di assunzione, cosa che se non dovesse essere affrontata nel migliore dei modi altro non farebbe che aumentare la condizione di disagio in cui la carenza di personale costringe i lavoratori, con conseguente burn out e fuga dall’assistenza.

Altra peculiarità che non deve sfuggire riguarda tutto il microcosmo dei lavoratori precari che, in regola con i presupposti della Legge Madia (cfr. ingresso nella Pubblica Amministrazione con selezione pubblica), devono essere regolarizzati accedendo alla riserva dei posti prevista nel concorso pubblico.

Certo non si può e non si deve ipotizzare la stabilizzazione di personale, che pur avendo prestato servizio nella Pubblica Amministrazione per più di tre anni, risulti collocato nella posizione di lavoro somministrato, e tanto per non incorrere in disparità di trattamento rispetto a chi ha le carte in regola, ma anche e soprattutto per chi da anni agogna un rientro nelle proprie terre d’origine, il tutto senza dare ad alcuno alibi o false aspettative che altro non risulterebbero che fantomatiche chimere.

A tutto ciò si deve aggiungere quella quota di lavoratori che tra Azienda Ospedaliera ed ASL Salerno, nei prossimi mesi si aggira sulle 250 unità, le quali, in applicazione della quota 100 licenziata dall’attuale Governo, lieviterebbero in maniera esponenziale esponendo al default tutto il sistema sanitario nazionale, non ultimo, per quello che ci occupa, quello salernitano.

La strada oramai tracciata ed unicamente percorribile è quella del concorso pubblico, considerato che tutti i tentativi di recuperare personale attraverso le graduatorie pubbliche della Regione Campania non abbiano avuto l’effetto desiderato di calmierare l’atavica carenza di personale che si protrae dal 2008 e che mette seriamente a rischio l’assistenza sanitaria in provincia di Salerno, per cui Vi si chiede con forza di interpellare la Regione Campania con l’intento di ottenere l’autorizzazione ad indire un pubblico concorso PROVINCIALE da cui scaturisca una graduatoria generale in cui possano pescare tanto l’Azienda Ospedaliera quanto l’ASL Salerno, concorso che preveda, ai sensi della normativa vigente, una riserva di posti per quel personale precario non ancora rientrato nelle procedure di stabilizzazione.

TAG:Cilentoospedalipollavallo della lucania
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