Logo InfoCilento
  • Newsletter
  • Pubblicità
Canale 79
  • Attualità
    AttualitàMostra di più
    Sapri: al via la terza edizione della “Festa delle quattro luci”
    1 Agosto 2026
    Capaccio spiaggia solidale
    Capaccio Paestum, raddoppiano le spiagge accessibili: nuovo punto di accesso assistito a nord del Dum Dum
    1 Agosto 2026
    Prignano Cilento investe sui giovani: inaugurato il nuovo parco giochi
    1 Agosto 2026
    Eboli saluta Luigi Viscovo: il Club Napoli prenderà il suo nome
    1 Agosto 2026
    Comunità Montana Alento – Monte Stella: polemiche dopo l’ultimo consiglio. L’affondo del sindaco di Rutino
    1 Agosto 2026
  • Cronaca
    CronacaMostra di più
    Sapri, tenta la fuga dopo l’ordine di arresto e ferisce tre Carabinieri: 49enne in carcere
    1 Agosto 2026
    Tragedia sulla Cilentana: seconda vittima in una settimana, muore il 37enne Gianluigi Maltese
    1 Agosto 2026
    Tragedia sulla Cilentana: scontro mortale tra auto e moto a Poderia
    1 Agosto 2026
    Incendio Castellabate
    Incendio a Castellabate in località Caprarizzo: fiamme domate dalla Protezione Civile
    1 Agosto 2026
    Danni parabrezza
    Lancio di sassi contro le auto sulla Litoranea tra Battipaglia e Pontecagnano: distrutto un parabrezza, paura nella notte
    1 Agosto 2026
  • Politica
    PoliticaMostra di più
    Consiglio Comunale Agropoli
    Agropoli, Tari in lieve calo: arrivano i bonus Isee ma esplode la protesta della minoranza
    1 Agosto 2026
    Gianfranco Ionnito
    Ispani: gestione rifiuti nel caos, l’opposizione attacca su stipendi non pagati e servizi ridotti
    31 Luglio 2026
    Municipio Eboli
    Eboli ha due sindaci? Casa Riformista ed Eboli Domani attaccano l’ex primo cittadino Mario Conte
    31 Luglio 2026
    Pietro D'Angiolillo, sindaco di Ascea
    Terremoto politico ad Ascea: D’Angiolillo attacca il sindaco Sansone dopo il rimpasto di giunta
    31 Luglio 2026
    Costabile Spinelli e Domenico Di Luccia
    Elezioni Castellabate 2027: intesa tra Spinelli e Di Luccia per un progetto condiviso
    31 Luglio 2026
  • Curiosità
    CuriositàMostra di più
    Castellabate estate
    Arriva agosto: un mese tra storia, tradizioni e curiosità estive
    1 Agosto 2026
    Armida Passaro
    Moriva oggi Armida Passaro, la veggente di Agropoli: la storia della donna e delle apparizioni mariane
    1 Agosto 2026
    Il designer Ramdane Touhami sceglie Scario per le vacanze: l’incontro con il sindaco a San Giovanni a Piro
    30 Luglio 2026
    Adriana Volpe e Giorgia
    Cilento terra d’origine e di relax: la meta estiva scelta da Adriana Volpe e Giorgia
    30 Luglio 2026
    Pasquale Reppuccio
    Medicina a Salerno, 110 e lode con menzione a 24 anni: il brillante traguardo del futuro medico di Eboli Pasquale Reppuccio
    29 Luglio 2026
  • Sport
    SportMostra di più
    Calcio: la Polisportiva Santa Maria riparte tra giovani e territorio
    1 Agosto 2026
    US Agropoli 1921, ufficiale il ritorno di Carmine Padovano: rinforzo d’esperienza per la difesa di Squillante
    31 Luglio 2026
    Calpazio, partita
    A.S.D. Calpazio lancia la campagna “Siamo Tutti Titolari”: al via l’azionariato popolare a Capaccio Paestum
    31 Luglio 2026
    L’Ebolitana scalda i motori: squadra al lavoro per preparare Coppa Italia e Serie D
    30 Luglio 2026
    Stefano Liquidato
    Eccellenza: Pietropinto e Maiorano lasciano il Città di Campagna. Arriva Mister Liquidato
    30 Luglio 2026
  • Eventi
    EventiMostra di più
    A Moio della Civitella tornano i Gemp: i giochi estivi tra tradizione e divertimento
    1 Agosto 2026
    Concerto
    Festival dell’Aspide 2026: a Roccadaspide tre giorni di musica, cultura ed enogastronomia
    1 Agosto 2026
    Tortorella, panorama
    Tortorella, torna la Fiera di San Basilio tra devozione, tradizione rurale e la musica della Bandabardò
    31 Luglio 2026
    San Mauro La Bruca
    San Mauro la Bruca, al via la prima edizione de “La Ritornanza”: arte, cultura e territorio per contrastare lo spopolamento del Cilento
    31 Luglio 2026
    Sergio Sorrentino
    Polla diventa un’opera d’arte acustica con “Spazi Sonori” di Sergio Sorrentino
    31 Luglio 2026
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Logo InfoCilento
CANALE 79
Live
Cerca un articolo
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Seguici
Cilento

Curiosità: la leggenda del Fusillo di Felitto

Il pirata Barbarossa e il fusillo felittese

Redazione Infocilento
12/08/2018 4:00 PM
Condividi

Ha preso il via ieri, per concludersi il prossimo 21 agosto, la Sagra del Fusillo felittese, uno degli eventi gastronomici più longevi del nostro territorio.

Al fusillo di Felitto è legata anche una leggenda raccontata da Giuseppe Pagnotto che di seguito vi proponiamo:

Sbarcato con settecento Turchi alla marina di Agropoli, il pirata Barbarossa, attraversato il varco di Vesole, era piombato improvvisamente su Felitto ed i Felittesi avevano avuto appena il tempo di serrare le porte: Pazzano ed il Casale erano stati distrutti senza che gli abitanti riuscissero a mettersi in salvo dentro le mura come invece era riuscito agli abitanti del casale di Barbagiano, racconta Pagnotto

Dall’alto della porta nord gli abitanti inorriditi avevano visto il fumo e le fiamme altissime levarsi dagli incendi di Pazzano e del Casale, la pazza corsa delle donne verso il  fiume, il salto di molte di esse dal ponte pur di non cadere nelle mani dei Turchi; avevano udito anche le grida di disperazione, di tortura e di  di morte dei prigionieri; avevano visto impalare tutti i maschi della famiglia Allegro, la prima del Casale.

Il racconto prosegue: Era il quarantesimo  giorno di assedio ed i Felittesi erano ormai allo stremo: il grano era  terminato da tempo e anche se ce ne fosse stato ancora  sarebbe stato impossibile cuocere il pane perché ogni pezzo di legno, ogni fascina, ogni stecco era stato bruciato per far bollire l’acqua e l’olio da gettare sui nemici: per questo si bruciavano le travi e le astelle dei solai, i cannicciati.

Anche il Barbarossa – racconta la leggenda – era però in difficoltà: Felitto non cedeva, l’ultimo assalto gli era costato trentadue uomini e tra i migliori, tutti gli abitanti dei dintorni erano scappati facendo terra bruciata, per miglia e miglia non si trovava un sacco di grano, una gallina, una capra; si erano già manifestati tra i suoi i primi casi di peste e poi era in forte apprensione per la sua flotta sotto Agropoli, nella baia di San Marco, troppo, troppo vicina alle terre dei conti di Capaccio.

– In dispensa ci sono rimaste quattro giummelle di farina, otto uova, una scorza di formaggio di  pecora – donna Isolina Alibrandi si avvicinò al marito, don Maclodio Arrivabene, feudatario di Felitto, che ormai quasi non si muoveva più dal punto più alto del castello per tener d’occhio ogni movimento del nemico.

-Fai venire la cuoca- rispose don Maclodio senza voltarsi.

Da più di una settimana si era convinto che non poteva resistere più a lungo, l’ultimo assalto dei Turchi dalla parte della rupe di S.Nicola era stato terribile ed era stato respinto con la forza della disperazione, però erano andati perduti i felittesi più forti e coraggiosi, rimasti uccisi o gravemente feriti.

Solo un’astuzia – evidenzia Pagnotto – poteva salvarli, don Maclodio del resto aveva partecipato a diversi assedi, tra gli assedianti e tra gli assediati, era convinto che anche il Barbarossa, lontano da più di un mese dalle sue basi e con terra bruciata attorno per miglia e miglia, dovesse trovarsi a mal partito.

-Fate  un impasto con le uova e la farina, ménatelo bene- cominciò a dire don Maclodio sempre senza voltarsi alla moglie e alla cuoca esterrefatte,convinte che al signore la tensione ed il sonno arretrato  per il lungo assedio avessero scombussolato il cervello.
-Riducete l’impasto a tocchetti,lavorate bene i tocchetti con le mani e ricavatene dei funicelli di pasta e poi – don Maclodio cavò dalle tasche del farsetto, due ferretti di ferro dolce a sezione quadrata che la mattina si era fatti fare da mastro Michele il fabbro – sulla spianata di legno,li lavorerete con questi, così – Don Maclodio, poggiò le mani a palme aperte sul parapetto di pietra- in modo che nel  funicello per quanto é lungo si formi un canale e non si attacchi al ferro quando l’andrete a sfilare. Badate che devono essere lunghi un palmo e mezzo e doppi non meno dell’intestino di un pollastro!
Li stenderete poi su un graticcio e li farete asciugare per due giorni –

Le donne s’allontanarono convinte del tutto che il loro rispettivamente marito e padrone avesse dato di volta il cervello non pensando comunque nemmeno lontanamente a disubbidire.

Don Maclodio però non era pazzo, sapeva che le guerre e gli assedi si vincevano soprattutto per fame, sapeva che la fame e lo scoramento crescevano soprattutto alla vista o alla supposizione della ricchezza del nemico. Una volta, all’assedio di Capua,dopo un mese, quando erano convinti che gli assediati fossero ormai allo stremo, in attesa da un momento all’altro di veder comparire sulle mura il drappo bianco ed aprirsi le porte della città, ormai certi di potersi ripagare con banchetti, razzie ed altro dei lunghissimi giorni di fame,pidocchi e dissenteria, si erano visti piovere addosso,non olio e acqua bollente, ma forme di formaggio,tanto formaggio. Alla gioia immediata del cibo,era successo il cupo scoramento della sconfitta: i Capuani avevano tanto formaggio da usarne le forme come proiettili,dunque avevano anche grano;olio,vino,avrebbero resistito per mesi e mesi. Avevano tolto l’assedio, solo tempo dopo avevano saputo che quel formaggio i Capuani ormai allo stremo l’avevano fatto con  il latte delle donne per un’ultima, disperata e, per fortuna loro, riuscita mossa di difesa! Doveva tentare qualcosa di simile,doveva dare al Barbarossa l’impressione che i Felittesi  avessero cibo per resistere ancora molto a lungo, nelle mura non c’era però una goccia di latte e allora si ricordò di  tutti gli strani piatti di fortuna che aveva conosciuto durante i numerosi assedi e guerre cui aveva partecipato  e pensò di prepararne uno, il più ricco e corposo che si potesse con quella poca roba che aveva in dispensa. Era del resto,cosa stranissima per un feudatario,un ottimo cuoco dilettante e,facendo tesoro delle conoscenze culinarie che aveva appreso nei diversi posti in cui  le guerre,le cacce e le scorribande l’avevano portato,non era raro che trascorresse lunghe giornate invernali nella grande cucina del castello a provare piatti che aveva conosciuto in altri posti aggiungendovi magari delle varianti personali o a sperimentarne di sua assoluta invenzione.

Con una lughissima parabola, il paniere sapientemente involto in un panno di lino, scagliato dalla balestra di Mattia della Farneta, il miglior balestriere di Felitto, planò proprio davanti alla tenda del Barbarossa, giù, giù all’Isca tra il fiume ed il torrente.
La notte seguente le sentinelle videro come al solito accendersi i bivacchi nel campo dei Turchi ma, all’alba, al diradarsi della caligine azzurrognola, l’Isca apparve deserta, solo qualche debole pennacchio di fumo dei bivacchi ormai quasi tutti spenti,il Barbarossa aveva tolto l’assedio, ingannato dalla beffa dei Felittesi che gli avevano scagliato sul campo un paniere di fusilli facendogli credere di avere i magazzini pieni di chissà ancora quale bendidio,oppure, più verosimilmente perché preoccupato dalle notizie che aveva avuto sulle ultime mosse dei  conti di Capaccio.

Racconta Giuseppe Pagnotto: Secondo quanto sono riuscito a capire a  fatica scorrendo moltissime volte uno sbiadtissimo manoscritto in tardo latino trovato,mi guardo bene dal dire dove e quando,pare  siano nati i “fusilli” di Felitto.

Peccato che nel manoscritto si dica niente, e non poteva essere diversamente, del condimento canonico dei fusilli, ragù di castrato o,p er gli stomaci più delicati, misto di castrato e vitello: non dispero però di scovare da qualche parte un  qualche altro manoscritto,magari più recente,che  chiarisca anche questo mistero.

Solo per dovere di cronista coscienzioso – prosegue – devo ancora riferire che, in un post scriptum del mio manoscritto, é detto che il Barbarossa, tolto l’assedio a Felitto, invece di dirigersi verso la marina, s’internò alla ricerca di Campora, paese, gli avevano riferito, di ricchi pastori, e non trovandola perché sperduta tra foltissimi boschi, invertì la marcia sperando di sorprendere Albanella: non scovò neppure Albanella  perché tutta la zona, per moltissimi giorni, pare sia stata immersa in una foltissima nebbia, tanto fitta da tagliarsi quasi col coltello.

Il racconto di Giuseppe Pagnotto si conclude così: Alla fine il post scrptum afferma addirittura che il Barbarossa,dopo averli fatti assaggiare ai suoi assaggiatori ufficiali, abbia mangiato e molto gustato tutti i fusilli speditigli da don Maclodio.

Condividi questo articolo
Facebook Whatsapp Whatsapp Threads Copia Link
  • Redazione
  • Contattaci
  • Pubblicità
  • Collabora
  • Come vederci
  • Scarica l’app
  • Newsletter
  • Privacy
  • Gestione reclami
  • Codice di condotta
  • Facebook
  • X
  • Youtube
  • Google news
  • Instagram
  • Linkedin

© Copyright 2026 InfoCilento, registrazione Tribunale di Vallo della Lucania nr. 1/09 del 12 Gennaio 2009. Iscrizione al Roc: 41551. Editore: Domenico Cerruti – Proprietà: Red Digital Communication S.r.l. – P.iva 06134250650. Direttore responsabile: Ernesto Rocco | Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà della casa editrice, testi, immagini, video o commenti, non possono essere utilizzati senza espressa autorizzazione. Per le notizie o fotografie riportate da altre testate giornalistiche, agenzie o siti internet sarà sempre citata la fonte d’origine. Dove non sia stato possibile rintracciare gli autori o aventi diritto dei contenuti riportati, i webmaster si riservano, opportunamente avvertiti, di dare loro credito o di procedere alla rimozione. La redazione non è responsabile dei commenti presenti sul sito o sui canali social. Non potendo esercitare un controllo continuo resta disponibile ad eliminarli su segnalazione qualora gli stessi risultino offensivi e/o oltraggiosi. Relativamente al contenuto delle notizie, per eventuali contenuti non corretti o non veritieri, è possibile richiedere l’immediata rettifica a norma di legge.