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Attualità

32.000 € raccolti per Paestum

intervista ad Albert Sapere e racconto della cena più esclusiva di tutti i tempi

Di: Bruno Sodano
Pubblicato il: 01/08/2018
Aggiornato il: 02/08/2018
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Alle porte del Cilento, a Paestum,  sono conservati in ottime condizioni 3 Templi e sono considerati gli unici esempi dell’architettura Magno-Greca. Ed è ai piedi del tempio più grande di tutti, Tempio Hera II o Tempio di Nettuno, dedicato alla famosa Dea (in realtà, alcuni studi dimostrerebbero che il Tempio fu consacrato a Nettuno in quanto il Tempio più grande doveva necessariamente essere dedicato alla medesima divinità protettrice della città) che si è svolto l’evento più atteso dell’anno e ,sicuramente, né Hera, né Nettuno, immaginavano che il 30 luglio 2018 tale bellezza avrebbe fatto da sfondo alla cena più esclusiva e costruttiva della storia cilentana. Così, Albert Sapere e Barbara Guerra, hanno raccolto 32.000,00€, la cifra più alta mia raccolta a sostegno dei Templi di Paestum, durante la cena intitolata “Una Volta nella Vita”. Uno scenario fiabesco, quasi mistico, con lo sguardo silenzioso dei presenti rivolto verso i 4 professionisti che con il tempo hanno guadagnato riconoscimenti mondiali. Un’impresa ardua e complessa quella di organizzare la cena delle cene nel cuore di Paestum, ma i due pilastri della cucina d’autore, ce l’hanno fatta.

Il Maestro Franco Pepe ha iniziato e concluso la cena. Ad aprir le danze sono state le pizze: Mangiabufalo, Sud Estate e Parmigiana Scomposta.

L’elegante cena è iniziata con lo chef Heinz Reitbauer, ** stelle Michelin oltre ad essere fra i migliori al mondo, che ha proposto zucchine con uova, fiori di calendula e santolina. A seguire Sven Elverfed, ***Michelin e fra i migliori al mondo, con la sua trota, vinaigrette al cetriolo con caviale di trota, senape e spuma di patate. Si prosegue con lo chef ***Michelin, Massimo Bottura, miglior chef al mondo per la seconda volta secondo The World’s 50 Best Restaurants, che ha deliziato tutti con la parte croccante della lasagna. A conclusione della parte salata della cena troviamo il Guanciale di maialino brasato, insalata di finocchi, pinoli, pomodoro sott’aceto e vellutata di finocchi di Sven Elverfeld.

Prima di svelare i dolci e la parte conclusiva della cena, ecco l’intervista esclusiva ad Alber Sapere.

Alber Sapere e Barbara Guerra, Come è iniziata la vostra avventura?
è iniziata circa 13 anni fa perché entrambi lavoravamo a supporto dell’amministrazione comunale. Il sindaco in carica ci chiese di avere un’ idea sulla valorizzazione di uno dei prodotti simbolo di Paestum. Così provammo ad avere un punto di attenzione sulla mozzarella. Attraverso un paio di tentativi, devo dire, non troppo ben riusciti (perché c’era un troppo uno spazio legato agli enti pubblici ed in queste cose secondo me non funziona) per poi arrivare alla prima edizione de Le Strade della Mozzarella, soltanto con contributori privati, che ha dato la formula che ha funzionato e che poi ha portato successo.

LSDM … un progetto che è diventato il congresso di cucina d’autore più importante del mezzogiorno ed il monotematico più importante al mondo. Immaginava che sarebbe potuto accadere?
Non è che si pensa a questo quando si organizza una qualsiasi cosa. Si prova sempre a  migliorare, a fare qualcosa di meglio, ma non ti domandi se diventerà un congresso importante un congresso conosciuto. Su questo non è che ci pensi o puoi fare un programma. Provi a fare sempre meglio questo si

Una volta nella vita: che emozione si prova ad aver organizzato la cena più esclusiva in uno dei posti più suggestivi al mondo?
L’ emozione doppia sicuro per me, ma anche per Barbara perché noi siamo capaccesi. Quando usciamo fuori dal Cilento, il Parco Archeologico di Paestum lo raccontiamo con più gioia ed entusiasmo a tutti, quindi, farlo in quest’area archeologica è stata un’ emozione doppia e non catalogabile in tutto quello che facciamo come lavoro. È stato un qualcosa di più anche per provare a mettere un punto di attenzione sull’idea che delle iniziative private possono aiutare, in questo momento, dei soggetti pubblici, come può essere il Parco Archeologico perché è un bene di tutti e un bene di questa comunità. Paestum non è soltanto di Paestum ma è davvero un bene dell’umanità come dice l’UNESCO e provare a fare un’ iniziativa che sia a supporto  comunicativo, di immagine e, in questo caso specifico, economico ci rende orgogliosi.


Quale è stato il piatto più buono della cena?

A questi livelli è difficile dire quale è stato il piatto più buono della cena perché sia i 3 chef che Franco Pepe sono dei professionisti incredibili. Lo spazio della cucina era praticamente attaccato alla sala e ad un certo punto la cosa più bella è stata vedere circa 35 forse 40 cuochi per preparare questa cena e non volava una mosca, c’era un silenzio. Professionisti nella creatività e nella realizzazione del piatto ma anche nella professionalità. È stato come vedere il cambio delle gomme di una formula 1, erano tutti molto concentrati con la giusta attenzione.

Quanto è riuscito a destinare, l’evento, per il restauro dell’area archeologica di Paestum?

35.000,00€. La cifra più alta mai raccolta per sostenere il Parco di Paestum.

L’organizzazione ha destinato solo risorse e lavoro alla raccolta fondi o ha contributo anche economicamente?
L’organizzazione ha coperto tutte le spese per pagare la cucina, tutti i servizi, per pagare tutto il resto. I cuochi sono venuti in forma gratuita e 40 paganti hanno contribuito a questa raccolta fondi

L’evento è riuscito alla perfezione ed ha avuto molti consensi. C’è qualcosa che rifarebbe diversamente?
Si può fare sempre e meglio e si può solo migliorare, sempre. Diversamente no perché è stata gestita ed organizzata come una cena una volta nella vita e quindi irripetibile quindi probabilmente rifarei tutto nella stessa maniera.

Barbara ed Albert, un connubio che sta cambiando il mondo, sia nel settore food che in quello territoriale. Quanto c’è di uno e quanto c’è di un altro?
50 e 50 come tutto ed è il giusto modo di bilanciarci. Io sono il sognatore e Barbara e quella che mi riporta con i piedi per terra. Io sono la persona che vive su una nuvoletta e Barbara spesso riesce anche a trasformare i miei sogni spesso in realtà, quindi è un 50 e 50 sicuramente.

Se dovesse fare dei ringraziamenti, a chi sarebbero rivolti?

Innanzitutto ai 3 tre chef e a Franco Pepe che sono venuti in forma completamente gratuita e sono stati subito entusiasti dalla prima volta in cui ne ho parlato. Il primo che ha aderito (che è stato il primo che ho chiamato) è stato Massimo Bottura che mi ha detto “Meraviglioso. Ci sono. Dammi la data. Se dobbiamo coinvolgere qualche amico cuoco anche fuori dall’Italia sono a disposizione” poi sicuramente Franco Pepe che, con grande entusiasmo,  subito ha detto di si. E poi a tutti quelli che hanno contribuito sia in termini economici ma anche di lavoro, quindi, l’AIS, L’A.M.I.R.A. Paestum e davvero tutti.

Continuando con la parte dolce della serata entra in scena il fiore di nasturzio con zigolo, sambuco ed acetosella di Heinz Reitbauer che lascia spazio a Oops! Mi è caduta la crostatina al limone di Massimo Bottura.

I vini in abbinamento sono stati: Piano di Stio e Gillo della cantina cilentana San Salvatore 1988.

A conclusione di questa favola divenuta realtà troviamo assaggi di Margherita e Margherita Sbagliata sempre del  Maestro pizzaiolo Franco Pepe, Miglior pizzaiolo al mondo riconfermato per il secondo anno consecutivo dalla guida 50 Top Pizza.

Una menzione speciale va fatta a tutti gli sponsor che hanno contribuito alla serata: Kimbo, Mulini Caputo, Pastificio dei Campi, Ada Agency, Solania, D’Amico, Fior D’Agerola, Acqua Panna e San Pellegrino, Prosecco DOC e Forni Izzo.

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