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Sanità: l’ira dei sindacati, liste d’attesa troppo lunghe

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L’allarme della Cisl: sempre più persone, soprattutto anziane, rinunciano a curarsi.

Sanità: l’ira dei sindacati, liste d’attesa troppo lunghe

L’allarme della Cisl: sempre più persone, soprattutto anziane, rinunciano a curarsi.

Liste d’attesa troppo lunghe: anche quattro mesi per una ecografia ecodoppler. Per questo la Fnp Cisl Salerno ha lanciato l’allarme. La situazione è grave poiché n pensionato su due persone rinuncia a curarsi. “C’è bisogno di intervenire – spiega in una nota Giovanni Dell’Isola, segretario generale della Fnp Cisl Salerno – il nostro territorio ha sempre avuto una cultura della prevenzione all’avanguardia, ma liste di attesa così lunghe rischiano di spazzarla via. Il rischio è quello di un’avanzata del privato e di una cesura sociale tra chi può permettersi le cure e chi invece no”.

A peggiorare le cose il recente decreto taglia esami che impone il pagamento a carico interamente dei cittadini per oltre 200 prestazioni, con sanzioni per i medici che prescrivono prestazioni non necessarie. “Per decreto – denunciano dal sindacato – si è sancito in effetti l’abolizione della medicina preventiva in base alla quale è meglio prevenire che curare, mentre oggi il decreto prevede l’esatto contrario senza realizzare probabilmente quei risparmi che la normativa si propone, mortificando oltretutto la serietà e la professionalità dei medici che per scelta di vita e impegno professionale devono operare secondo scienza e coscienza. E il profilarsi del pagamento delle prestazioni presso le strutture private convenzionate già a partire alla fine di ogni mese, dopo la sospensione degli ultimi tre mesi del 2015 in Campania, di certo non migliora la situazione”. La situazione per i sindacati è inaccettabile, ” con la nuova situazione, una volta esaurito il fondo stanziato per quella mensilità, il centro che avendo avuto una richiesta maggiore avrà sforato sarà costretto a far pagare le prestazioni agli utenti, per cui se una prenotazione cade in un giorno con il budget già esaurito il paziente dovrà fare una nuova prenotazione sperando che essa non ricada in un giorno con prestazioni a pagamento. Ci sarà la corsa ad assicurarsi la prestazione nei primi giorni di ogni mese. Adesso ci viene negato anche il diritto ad ammalarci in Campania. E poi ci dicono di non andare in altre regioni. Questo è una situazione intollerabile che penalizza i cittadini e segnatamente le persone anziane. Viene calpestato il diritto alla salute sancito dalla costituzione, di cui a parole tutti si dicono rispettosi ed è uno scenario non degno di un Paese civile. Adesso tutto questo allunga i tempi delle liste d’attesa”, conclude Dell’Isola.

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