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Vallo della Lucania, l’associazione Antigone: “Carcere sovraffollato”

Vallo della Lucania, l’associazione Antigone: “Carcere sovraffollato”

Il giorno 18 agosto 2015 l’osservatorio dell’associazione Antigone si è recato in visita presso la Casa Circondariale di Vallo della Lucania: ecco cosa è emerso

Lo scorso 18 agosto l’osservatorio dell’associazione Antigone si è recato in visita presso la Casa Circondariale di Vallo della Lucania: ecco cosa è emerso.

Visita presso il carcere di Vallo della Lucania da parte dei componenti dell’osservatorio dell’associazione Antigone: 52 i detenuti presenti al momento della visita. Di questi 35 definitivi e 17 in attesa di giudizio; 43 cittadini italiani e 9 stranieri. I dati offrono il quadro della struttura.

“La casa circondariale di Vallo della Lucania ospita una categoria di detenuti particolarmente delicata e difficile: gli autori di violenze sessuali a vario titolo perpetrate”, spiega Mario Barone, presidente di Antigone-Campania e componente dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione.

“Abbiamo riscontrato un grande impegno dello staff d’istituto ad impiegare nel lavoro all’esterno i detenuti, anche in virtù della collaborazione degli enti locali vicini all’istituto cilentano – aggiunge – tuttavia, la competente Magistratura di Sorveglianza non sempre riesce a dare una risposta conforme alle aspettative degli stessi detenuti: al momento della visita un solo detenuto godeva dei benefici di cui all’art. 21 dell’ordinamento penitenziario”.

“Il carcere è stato oggetto di molteplici interventi di manutenzione ordinaria che ne hanno migliorato la vivibilità sia negli spazi all’esterno – come nell’area per i colloqui con i familiari – sia nelle celle, che presentano bagni degni di una qualsiasi abitazione privata”. “Tuttavia” – conclude Barone – “abbiamo registrato problemi di sovraffollamento in diverse celle che presentavano anche 8 detenuti in 30 mq (mobilio incluso): modalità di reclusione non conforme ai parametri stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.

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