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Disastro Lido Azzurro, addio spiaggia

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Il rischio che le mareggiate rovinassero il litorale era dietro l’angolo. E così dopo il primo giorno di forte maltempo della stagione estiva il problema si è concretizzato.

Disastro Lido Azzurro, addio spiaggia

Il rischio che le mareggiate rovinassero il litorale era dietro l’angolo. E così dopo il primo giorno di forte maltempo della stagione estiva il problema si è concretizzato.

AGROPOLI. Metri di spiaggia del Lido Azzurro sono stati erosi dalle onde; sdraio e ombrelloni sono finiti nell’acqua. Un danno per lo stabilimento balneare di Carlo Scalzone di grossa entità economica. La scomparsa di oltre il 50% del litorale ha costretto il titolare a disdire le prenotazioni per gli ultimi quindici giorni di agosto ed anche chi già usufruiva dei servizi del lido ha subito notevoli disagi.

Ancora una volta a finire sotto accusa è la barriera antierosione realizzata nello specchio acque antistante la baia che fin ora non ha avuto gli effetti sperati. Se da palazzo di città assicurano interventi immediati per evitare ulteriori danni agli imprenditori balneari, dall’altro c’è chi evidenzia che i danni sono irreparabili a causa dell’opera realizzata.

“C’è una grande attività istituzionale per cercare di riparare i guasti causati dall’indifendibile difesa costiera”, ha evidenziato Franco Ortolani, professore di geologia presso l’Università Federico II.

“L’opera – spiega – ha chiuso la baia del Lido Azzurro trasformandola in un cul de sac nel quale si sono accumulati sedimenti fini e alghe da una parte ed ha provocato l’erosione irreversibile della sabbia della parte centrale proprio dove si trova il Lido Azzurro che mai prima aveva avuto problemi”.

“Altro immenso demerito dell’intervento – aggiunge Ortolani – è rappresentato dall’avere provocato la formazione di sabbie mobili sulla neospiaggia creatasi a ridosso del molo di sinistra Testene, area recintata ed interdetta al pubblico dopo che un bagnante per poco non veniva risucchiato”.

Una situazione, questa, preannunciata già un anno fa e alla quale non esistono soluzioni se non una: “Rimuovere la barriera”, sentenzia il professore della Federico II.

Da palazzo di città sono molto più fiduciosi e assicurano interventi per il prossimo anno risolutivi del problema.

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