La zootecnia della provincia di Salerno si trova ad affrontare una nuova fase di criticità sanitaria. Nei primi mesi del 2026, il Bollettino nazionale epidemiologico veterinario ha ufficializzato l’individuazione di tre nuovi focolai di tubercolosi bovina nel territorio salernitano. Il dato assume una rilevanza regionale significativa, poiché i casi registrati nel Salernitano rappresentano la maggioranza dei cinque episodi totali segnalati in tutta la Campania dall’inizio dell’anno.
La localizzazione dei focolai e le procedure sanitarie
Le autorità sanitarie hanno circoscritto le positività in tre diverse aree della provincia, frutto di un’attività di sorveglianza costante. Due episodi sono emersi a seguito di verifiche effettuate su animali vivi presso aziende situate nei comuni di Sassano e Celle di Bulgheria. Il terzo caso è stato invece rilevato a Giffoni Valle Piana, intercettato durante le procedure di ispezione post-mortem presso un impianto di macellazione.
Attualmente il bilancio ufficiale parla di quattro capi infetti, ma la situazione resta in evoluzione. Poiché la tubercolosi bovina si manifesta spesso in forma asintomatica, gli esperti non escludono che il numero delle positività possa crescere nei prossimi giorni, parallelamente al completamento degli ulteriori accertamenti sanitari già avviati su tutti i capi venuti a contatto con i soggetti infetti.
Garanzie per i consumatori e sicurezza della filiera
Nonostante l’allerta per il comparto produttivo, le autorità rassicurano sulla totale sicurezza alimentare. A intervenire direttamente sulla questione è Gaetano Ferrari, direttore dell’unità operativa di sanità animale dell’ASL di Salerno, il quale ha ribadito l’efficacia dei protocolli di controllo vigenti.
Secondo il dirigente sanitario, l’origine stessa delle segnalazioni dimostra la tenuta del sistema: “Non esistono rischi per i consumatori, perché la carne destinata alla vendita viene sottoposta a rigorose verifiche veterinarie prima di essere immessa sul mercato”. L’identificazione tempestiva dei focolai è infatti il risultato diretto di una rete di monitoraggio capillare che opera sistematicamente sia negli allevamenti che nelle strutture di macellazione.
Impatto economico e tavoli istituzionali
Se il fronte della salute pubblica appare presidiato, resta aperta la ferita economica per le aziende coinvolte. La normativa vigente impone infatti l’abbattimento dei capi infetti, una misura drastica che incide pesantemente sui bilanci degli allevatori in territori dove la zootecnia è un pilastro economico e identitario.
La gravità della situazione è approdata ai vertici della Regione Campania, dove è stato aperto un confronto mirato a definire misure di sostegno economico. Al tavolo istituzionale ha preso parte anche Antonio Giuliano, sindaco di Giffoni Valle Piana e presidente della Comunità Montana dei Picentini, con l’obiettivo di strutturare indennizzi che possano permettere alle imprese agricole di fronteggiare i costi derivanti dall’emergenza sanitaria e tutelare una risorsa fondamentale per l’entroterra salernitano.
