Il clima politico a Salvitelle si infiamma, trasformando la devozione per il Santo Patrono in un terreno di scontro istituzionale e legale senza precedenti. Da un lato, il sindaco Maria Antonietta Scelza scherma la propria compagine dalle accuse di irregolarità; dall’altro, il consigliere di minoranza Pompeo Perretta invoca l’intervento del Nunzio Apostolico per fare luce sui bilanci della parrocchia.
La posizione del sindaco: nessuna incompatibilità
Il sindaco Scelza è intervenuta con una nota ufficiale per difendere l’operato delle consigliere Giuseppina Annunziata e Maria Concetta Grippo, entrambe componenti del comitato feste di San Sebastiano Martire. Il primo cittadino ha chiarito che la loro partecipazione al comitato non configura alcun conflitto di interessi, poiché l’ente comunale non eroga sovvenzioni obbligatorie o consistenti a tale organismo.
Secondo il sindaco, le consigliere non hanno mai votato delibere per l’assegnazione di contributi al comitato. In merito al legame di affinità tra il suo coniuge e il parroco Don Vincenzo Addesso, Scelza ha ribadito che i profili giuridici di incompatibilità sono concetti ben diversi dalla semplice parentela, definendo le accuse come frutto di un “giustizialismo” da cui si difenderà nelle sedi opportune.
L’attacco di Perretta: ombre sui bilanci e richiesta di commissariamento
Di parere opposto è Pompeo Perretta, consigliere di opposizione e presidente della Pro Loco, che attraverso un manifesto pubblico ha denunciato una gestione opaca delle festività patronali. Perretta sostiene che il parroco e il comitato non presentino da anni alcun rendiconto di gestione alla comunità, in violazione delle norme del diritto canonico.
Le contestazioni di Perretta riguardano principalmente la presunta mancanza di trasparenza dei bilanci parrocchiali. Il consigliere ha richiesto formalmente al Nunzio Apostolico e alla Santa Sede la nomina di un commissario parrocchiale e ha sollecitato il Prefetto di Salerno ad accertare la sussistenza di incompatibilità tra i membri della lista del sindaco.
Un borgo diviso tra diritto canonico e giurisprudenza
La disputa mette in luce due visioni inconciliabili della gestione pubblica e religiosa nel piccolo centro. Se per il sindaco Scelza l’impegno delle consigliere è un prezioso apporto umano e politico alla comunità, per Perretta si tratta di una gestione priva di legalità che necessita di accertamenti urgenti sulla regolarità delle autorizzazioni e sulla gestione dei locali pubblici.
Mentre il sindaco invita alla riflessione citando Cicerone e la storia come “maestra di vita”, la minoranza attende risposte dai vertici ecclesiastici e civili per verificare la regolarità dei conti e la legittimità delle cariche ricoperte.
