I piccoli borghi dell’entroterra cilentano si attivano per contrastare il fenomeno dello spopolamento che ha dati sempre più allarmanti. Sono tante le case dei paesi che restano chiuse da anni, oramai. L’emigrazione dei giovani del Sud verso le grandi città per ragioni di lavoro, la popolazione dei borghi che invecchia, la mancanza di una fiscalità di vantaggio per le attività che resistono nei piccoli centri, sono tra i fattori che hanno contribuito alla diminuzione della popolazione.
Come si fa a ripopolare quelle case? A renderle vive come un tempo?
I comuni di Sant’Angelo a Fasanella e di Roscigno si sono attivati per censire le case vuote in modo da facilitare la ricerca di un alloggio a turisti, visitatori e anche a quanti vogliono trasferirsi in borghi che offrono tranquillità, cibo sano e natura incontaminata. Nei due paesi è stata avviata, dunque, un’attività di monitoraggio e censimento delle case attualmente sfitte o disponibili per l’affitto e per la vendita così da favorire nuove opportunità di vita e di investimento.
Ecco le info utili
Le persone interessate come i proprietari delle case o gli aventi titolo possono segnalare i propri immobili, con l’indirizzo e tutte le informazioni utili, all’ente comunale che creerà una sorta di banca dati da mettere a disposizione degli interessati e chissà che, rendendo così semplice l’acquisizione di informazioni, quelle case dei borghi, da cui un tempo si udivano le voci di famiglie numerose e vivaci e che oggi restano con porte e finestre chiuse e avvolte nel silenzio, non possano ritornare a vivere.