A sole 24 ore dall’entrata in vigore del nuovo Decreto Sicurezza (Dl 23/2026), si è registrato ad Agropoli il primo caso nazionale di applicazione dell’arresto in flagranza differita. Un uomo, resosi protagonista di un inseguimento dopo aver ignorato l’alt delle forze dell’ordine, è stato tratto in arresto dalla Polizia Municipale e dai Carabinieri grazie alle nuove facoltà concesse dalla norma. Questa mattina, presso il Tribunale di Vallo della Lucania, è stato convalidato l’arresto; il giudice ha disposto per il 56enne battipagliese la convalida l’obbligo di firma.
Il decreto sicurezza, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 febbraio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio 2026, introduce una serie di misure rigorose volte a potenziare il controllo del territorio, la tutela dei pubblici ufficiali e la prevenzione del degrado urbano.
La stretta sulle armi bianche e gli strumenti atti a offendere
Uno dei pilastri del decreto è il contrasto alla diffusione di strumenti da taglio. L’articolo 1 introduce il reato di porto ingiustificato fuori dall’abitazione per lame superiori a 8 centimetri, punibile con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Il divieto diventa assoluto, senza possibilità di giustificazione, per tipologie specifiche quali:
- Coltelli a scatto e “a farfalla”;
- Lame a doppio taglio;
- Coltelli apribili con una sola mano o con lama pieghevole superiore a 5 centimetri.
Oltre alla confisca obbligatoria, le sanzioni amministrative includono la sospensione della patente e del porto d’armi fino a un anno. Particolare rigore è riservato alla tutela dei minori: la vendita a questi ultimi è vietata sotto pena di revoca della licenza commerciale, mentre per i genitori di minori colti in possesso di tali strumenti è prevista una sanzione pecuniaria fino a 1.000 euro.
Sicurezza stradale e tutela del personale pubblico
Il decreto interviene drasticamente sulla sicurezza stradale, introducendo il reato di fuga pericolosa all’alt. Chi ignora l’ordine di fermarsi rischia la reclusione da 6 mesi a 5 anni, la sospensione della patente e la confisca del veicolo. Proprio in questo ambito si inserisce la novità della flagranza differita, applicata con successo nel caso di Agropoli.
Viene inoltre estesa la protezione penale (art. 583-quater c.p.) per le lesioni personali non solo al personale sanitario e scolastico, ma anche al personale ferroviario e agli arbitri sportivi. Per chi aggredisce tali figure durante l’esercizio delle proprie funzioni, scatta l’arresto obbligatorio in flagranza.
Contrasto alla violenza giovanile e Daspo urbano
Per arginare la criminalità minorile, il Questore potrà ora emettere l’ammonimento nei confronti di minori tra i 12 e i 14 anni per reati quali rissa, lesioni e minacce commessi con armi. Sul fronte urbano, i Prefetti acquisiscono il potere di istituire zone a vigilanza rafforzata per un periodo di 6 mesi, mirate a bonificare piazze di spaccio e aree degradate dalla movida violenta.
Il nuovo Daspo urbano si inasprisce, permettendo l’allontanamento di soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per reati contro la persona o il patrimonio. Parallelamente, viene introdotto il reato di rapina aggravata da gruppo organizzato, con pene detentive che possono raggiungere i 25 anni.
Il “fermo di prevenzione” e le nuove tutele legali
Una delle misure più discusse riguarda il potere di accompagnamento negli uffici di polizia, il cosiddetto fermo di prevenzione. Secondo l’articolo 7:
“Gli ufficiali e gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone rispetto alle quali […] sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, e ivi trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia e comunque non oltre le dodici ore”.
In merito alla tutela legale per le forze dell’ordine, l’articolo 13 introduce un’annotazione preliminare in un registro separato qualora il fatto sia stato compiuto in presenza di cause di giustificazione (come la legittima difesa). Il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha chiarito la natura del provvedimento:
“Non è previsto alcuno ‘scudo penale’: si tratta di un filtro tecnico prima della formale iscrizione a modello 21, cioè sul registro degli indagati. Le indagini ci sono, comunque, tutte, ma si evita di sottoporre immediatamente una persona, specie se appartenente alle forze dell’ordine, al peso di un procedimento penale, quando potrebbero ricorrere condizioni che ne escludono la punibilità”.
Immigrazione e cooperazione nelle carceri
Il capitolo finale del decreto riguarda la gestione dei flussi migratori e della sicurezza negli istituti penitenziari. Viene introdotto l’obbligo di cooperazione per l’accertamento dell’identità anche per lo straniero detenuto o internato. Sul fronte dei confini, l’ufficio di polizia di frontiera o il Questore dovranno disporre il trasferimento immediato per gli stranieri rintracciati nelle zone di frontiera interna in posizione di irregolarità.
non si tratta di arresto in flagranza differita, in quanto arrestato in seguito a inseguimento