Il 21 marzo segna una ricorrenza triste per lo sport mondiale e per la comunità di Agropoli. Tredici anni fa si spegneva Pietro Mennea, un uomo che ha trasformato la velocità in leggenda e la fatica in un’arte metodica. Nato a Barletta il 28 giugno 1952, Mennea non è stato soltanto un velocista, ma un simbolo di riscatto e determinazione, capace di segnare un’epoca nell’atletica leggera internazionale. Soprannominato “La freccia del Sud”, la sua carriera resta unica: è tuttora l’unico atleta ad aver disputato quattro finali olimpiche consecutive nei 200 metri, un’impresa iniziata a Monaco 1972 e sigillata a Los Angeles 1984.
Il primato di Città del Messico: un tempo fuori dal comune
Nella cronologia dello sport, esiste un prima e un dopo il 12 settembre 1979. In quella data, sulla pista di Città del Messico, Mennea fermò il cronometro a 19″72 nei 200 metri. Quel record del mondo, stabilito con una progressione formidabile, è rimasto imbattuto per quasi tre decenni, resistendo all’assalto di generazioni di campioni. In quella sola settimana, l’atleta pugliese fu capace di collezionare ben 12 primati tra mondiali, europei e italiani, un exploit che gli valse nel tempo l’Ordine Olimpico e l’ingresso d’onore nella Hall of Fame della FIDAL.
Il legame con Agropoli e il territorio cilentano
Il mito di Mennea ha legami profondi con il Cilento, terra che lo ha adottato e celebrato come cittadino onorario di Agropoli. Il campione non prestò solo il suo nome, ma il suo impegno concreto per la promozione sportiva locale. Fondamentale fu il sodalizio con Roberto Funiciello, presidente della Libertas Agropoli, insieme al quale promosse l’Half Marathon Agropoli-Capaccio Paestum, competizione divenuta punto di riferimento per il podismo nazionale. Per onorare questo legame, il 24 ottobre 2015, lo Stadio Guariglia ha intitolato ufficialmente la pista d’atletica al campione scomparso, durante una cerimonia toccante alla presenza delle autorità, della FIDAL e della moglie, Manuela Olivieri.
Un uomo dai mille talenti: tra diritto, politica e sport
Pietro Mennea ha incarnato l’ideale dell’uomo poliedrico, capace di eccellere ben oltre i confini della pista di tartan. Figlio di una famiglia umile, ha costruito la sua ascesa con una disciplina ferrea, conquistando un oro e due bronzi olimpici. Parallelamente ai successi sportivi, ha coltivato una carriera accademica e professionale straordinaria: è stato insegnante di educazione fisica, avvocato e curatore fallimentare. La sua fame di conoscenza lo ha portato anche nell’arena politica, dove ha ricoperto il ruolo di europarlamentare dal 1999 al 2004. Non è mancato il suo contributo al calcio campano, avendo prestato la sua esperienza come direttore generale della Salernitana nella stagione 1998-1999. Scomparso prematuramente a 60 anni a causa di un tumore al pancreas, Mennea resta oggi un faro di passione per le nuove generazioni.
