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Cronaca

Giallo al Ruggi, tre indagati per la morte di Daniele Vastola

Tre indagati al Ruggi di Salerno per la morte di Daniele Vastola, deceduto in Psichiatria. La famiglia denuncia: aveva lividi sul corpo

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 23/05/2026
Aggiornato il: 23/05/2026
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Ospedale Ruggi

La Procura di Salerno ha aperto un’inchiesta sulla scomparsa di Daniele Vastola, il quarantenne di Siano deceduto a soli tre giorni dal suo ricovero nel reparto di Psichiatria dell’ospedale “Ruggi”. La svolta nelle indagini è arrivata prima dell’esecuzione dell’autopsia, con l’iscrizione nel registro degli indagati di tre operatori sanitari del reparto. L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio colposo in ambito medico. Si tratta di un atto dovuto per consentire lo svolgimento degli accertamenti irripetibili e permettere alle parti la nomina dei propri periti per l’esame autoptico, affidato al medico legale Marina D’Aniello.

I primi riscontri emersi dall’autopsia, durata circa tre ore, non avrebbero evidenziato emorragie legate a colluttazioni, al di là di alcune lesioni e contusioni superficiali. La Procura si è riservata di disporre un ulteriore esame tossicologico, mentre il perito incaricato ha richiesto novanta giorni per depositare la relazione ufficiale.

La denuncia dei familiari e i segni sul corpo

A far scattare le indagini è stata la denuncia presentata dai familiari dell’uomo, assistiti dall’avvocato Carmine Guadagno. Questi avevano segnalato la presenza di lividi sospetti sul corpo della vittima, che non erano presenti al momento del ricovero. La famiglia chiede che venga fatta piena luce sulla vicenda.

I dubbi della famiglia sulla permanenza in ospedale

La ricostruzione dei fatti presenta diversi punti che i parenti non ritengono chiari. Daniele Vastola era stato ricoverato nella giornata di sabato, dopo aver manifestato intenzioni suicide, un episodio che era stato arginato grazie al tempestivo intervento dei carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino. Nella giornata di domenica è stato riferito dal reparto che l’uomo voleva andarsene e che c’era stata una colluttazione. Per questo, era stato sedato. La situazione è precipitata fino alla mattinata di martedì, quando la famiglia ha ricevuto la notizia del decesso per arresto cardiaco. I dubbi sono aumentati quando i congiunti hanno potuto visionare la salma, riscontrando un grosso ematoma alla testa, il labbro rotto e gonfio e diversi lividi sulla schiena. Le fotografie del corpo sono state messe a disposizione delle autorità e hanno fatto scattare i provvedimenti giudiziari.

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