Un servizio trasmesso da Le Iene ha riacceso i riflettori su Camerota, portando alla ribalta nazionale le ultime vicende che hanno interessato sindaco Mario Scarpitta. L’inviato Alessandro Sortino ha sollevato dubbi su una presunta disparità di trattamento tra i presunti abusi edilizi privati riconducibili alla famiglia del primo cittadino e i contestati interventi pubblici sulla Falesia del Mingardo.
Il nodo del capannone e l’ordinanza mai eseguita
Al centro del servizio c’è un immobile di proprietà della moglie del sindaco, dove Scarpitta gestisce un’attività di ingrosso. Secondo quanto ricostruito, il capannone sarebbe stato ampliato realizzando volumetrie ritenute abusive in una zona protetta del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
La vicenda ha radici lontane: dodici anni fa il Comune aveva emesso un ordine di demolizione. Tuttavia, con l’elezione di Scarpitta a sindaco, l’iter avrebbe subito una battuta d’arresto. Nonostante la presentazione di un’istanza di sanatoria e un ricorso al Tar, dopo sette anni i giudici amministrativi hanno confermato la validità dell’ordinanza di demolizione. Ad oggi, però, il capannone resta al suo posto.
La velocità delle demolizioni sulla strada del Mingardo
Il contrasto evidenziato dall’inchiesta giornalistica riguarda la differente celerità d’azione dimostrata dall’amministrazione in altre circostanze. «In un altro caso il sindaco si mostra efficiente e qualcosa la demolisce subito, addirittura con l’esplosivo», osserva il servizio riferendosi agli interventi sulla Falesia del Mingardo.
L’intervento sulla roccia, giustificato dal pericolo di crolli sulla strada sottostante, è stato eseguito con estrema urgenza. Tale rapidità è stata però duramente contestata dalle opposizioni e dalle associazioni ambientaliste, che hanno messo in dubbio la reale necessità di agire con metodi così impattanti. Una posizione che ha trovato riscontro anche in una recente pronuncia del Consiglio di Stato, che ha sollevato dubbi sull’effettiva sussistenza dell’urgenza dichiarata.
La replica del primo cittadino
Intervistato da Alessandro Sortino, Mario Scarpitta ha risposto con fermezza alle accuse. Riguardo ai lavori sulla Falesia, il sindaco ha invitato l’inviato a interpellare direttamente la comunità locale: «Chieda ai cittadini di Camerota», ha ribadito, rivendicando la bontà dell’intervento per la sicurezza pubblica.
Il primo cittadino ha inoltre respinto le accuse riguardanti i presunti abusi edilizi sul capannone di famiglia, contestando la ricostruzione dei fatti e la validità delle contestazioni mosse durante il servizio. Il caso continua però a far discutere il paese, dove il dibattito si divide tra chi sostiene l’operato del sindaco e chi vede nelle mancate demolizioni private un segnale di incoerenza amministrativa. Per rivedere la puntata clicca qui.
