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Cronaca

Blitz antimafia tra Salerno, Napoli e Foggia: colpo al gioco illegale e al riciclaggio

Maxi operazione dei Carabinieri su mandato della DDA di Salerno. Misure cautelari per gioco illegale e riciclaggio con aggravante mafiosa in tre province

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 02/12/2025
Aggiornato il: 02/12/2025
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Nella mattinata odierna, nelle Province di Salerno, Napoli e Foggia, i militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno hanno dato esecuzione a una ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura salernitana. Il GIP ha disposto nei confronti Domenico Chiavazzo e Paolo Memoli, la custodia cautelare in carcere e nei confronti di Giovanni Petruzzellis, gli arresti domiciliari.

Le accuse

I tre, sulla scorta degli esiti di attività di indagini consistite in intercettazioni, telefoniche, ambientali e telematiche, videosorveglianza, escussione di collaboratori di giustizia, sono stati ritenuti, allo stato, gravemente indiziati di essere i promotori, capi e organizzatori di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti in materia di esercizio abusivo del gioco online e della raccolta di scommesse di cui all’art. 4 L. n. 401/1989, emissione di fatture per operazioni inesistenti di cui agli artt. 2 e 8 D.Lgs. n. 74/2000, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Per uno dei reati scopo dell’organizzazione, ovvero per il gioco e illegale on-line, è stata ritenuta la sussistenza di indizi in ordine all’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p. per avere agevolato il clan dei Casalesi (fazione Schiavone). Il provvedimento del GIP ha disposto, altresì, l’applicazione delle misure cautelari reali (i cui destinatari sono, oltre a Chiavazzo altri 14 indagati quali intestatari fittizi e riciclatori) ordinando il sequestro delle società, riconducibili al capo-promotore, di autovetture di lusso, di immobili (di cui 17 tra fabbricati aziendali, locali commerciali, appartamenti di pregio e 3 terreni), di denaro per un ammontare pari a circa 1,5 milione di euro.

Il valore stimato dell’intero sequestro è di almeno 4 milioni di euro (il valore delle società sarà stimato successivamente all’immissione in possesso dell’amministratore giudiziario nominato dal GIP).

Le irregolarità contestate

La complessa attività investigativa condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno ha consentito di ricostruire il meccanismo di funzionamento del sofisticato sistema di gaming online denominato “Lireservice”, la cui offerta di gioco veniva resa accessibile attraverso apparecchiature definite Totem, ovvero dei computer collegati in rete ad una piattaforma madre gestita dagli indagati.

Tali totem sono stati forniti a innumerevoli esercenti di attività commerciali su tutto il territorio nazionale, creando un circuito di gioco parallelo a quello dell’ADM, apparentemente lecito, in grado di far confluire ingenti somme di denaro all’organizzazione aggirando i controlli e in violazione dei limiti di legge relativi alle puntate e alle vincite.

Il sistema, organizzato mediante uno schema piramidale, prevedeva che i proventi illeciti, tramite i vari anelli della piramide, venissero fatti confluire nelle casse dell’organizzazione in contanti o attraverso il versamento su carte ricaricabili. Si stima che il giro d’affari possa aver prodotto un introito di oltre 25 milioni di euro.

Contestualmente l’organizzazione si è dotata di un complesso sistema di società utilizzate come strumento per riciclare e reimpiegare ingenti dotazioni finanziare anche nel settore immobiliare e che si è avvalso di società cartiere e prestanomi.

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