Si è conclusa positivamente la vicenda giudiziaria relativa a un sequestro di un serbatoio interrato contenente carburante, con il pieno riconoscimento della regolarità, qualità e conformità dei prodotti energetici.
I fatti
La vicenda ha avuto origine il 25 novembre 2025, quando la Guardia di Finanza – Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – aveva proceduto al sequestro di un serbatoio interrato della capacità di 100metri cubi, contenente oltre 43.000 litri di benzina senza piombo, facente capo a una società di Mercato San Severino, nell’ambito di un procedimento penale per presunta violazione della normativa in materia di accise sui prodotti energetici. Il sequestro era stato disposto in relazione a contestazioni riguardanti la detenzione di prodotti energetici ottenuti da fabbricazioni o miscelazioni non autorizzate.
L’accertamento tecnico
La società, assistita e difesa dall’avv. Maddalena Corbisiero, certa di aver sempre commercializzato carburante conforme alla legge, ha chiesto al S. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore di ripetere il campionamento del carburante in contraddittorio, per dimostrare in maniera trasparente la regolarità e la qualità del prodotto. Le analisi del prodotto sono state eseguite presso il Laboratorio Analisi dell’Agenzia delle Dogane edei Monopoli (ADM), Direzione Territoriale Lazio e Abruzzo – Ufficio Laboratorio di Roma, che ha confermato in modo definitivo che il carburante era conforme per numero di ottani e non proveniva da fabbricazioni clandestine o miscelazioni non autorizzate. Gli esiti dell’analisi hanno chiarito che il prodotto rispetta pienamente la normativa vigente, attestandone la totale legittimità e qualità.
Il decreto di dissequestro
Sulla base degli esiti dell’accertamento tecnico in contraddittorio, il Sostituto Procuratore della Repubblica ha emesso in data 9 febbraio 2026 il decreto di dissequestro e restituzione del serbatoio e del relativo contenuto. Nel provvedimento, il magistrato ha rilevato che: non sussiste dubbio sull’appartenenza dei beni sequestrati; non è necessario mantenere il sequestro ai fini della prova; i prodotti devono essere restituiti all’avente diritto.
Le operazioni di dissequestro
Le operazioni di restituzione si sono svolte il 12 febbraio 2026 alla presenza dei verbalizzanti della Guardia di Finanza e dei rappresentanti legali dell’azienda. Durante le operazioni, l’azienda ha confermato la piena collaborazione con le autorità e la trasparenza del proprio operato.
Dichiarazione dell’azienda
L’azienda ha espresso soddisfazione per la conclusione positiva della vicenda, sottolineando la regolarità dei prodotti petroliferi commercializzati e il rispetto della normativa di settore. “Abbiamo sempre avuto la certezza della conformità dei nostri prodotti e, per questo, abbiamo richiesto il campionamento in contraddittorio per dimostrare la piena regolarità e qualità del carburante. Non abbiamo mai avuto nulla da nascondere sull’operato delle autorità competenti”, ha dichiarato un portavoce dell’azienda.
La vicenda si conclude con la restituzione integrale del serbatoio e del carburante e il pieno riconoscimento della regolarità dell’attività commerciale. L’azienda può riprendere la propria attività con la piena disponibilità dei beni e la certezza della conformità, legalità e qualità dei prodotti commercializzati.
