“Non esiste in italiano una parola per raccontare quello che è successo. La perdita di un amico, un fratello, un familiare, non si può descrivere. Possiamo solo lasciare che sia il Signore a parlare. Per chi ha fede solo lui può portare consolazione nel nostro cuore”. Con queste parole Don Antonio Capuano ha iniziato l’omelia con la quale ha salutato Noah Conti, il 19enne morto dopo un intervento all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.
L’ultimo saluto a Noah Conti
La piccola chiesa di Spinazzo era piena in ogni ordine di posto. Troppo piccola per contenere tutti. Un applauso ha poi accompagnato la bara, accompagnata all’interno dagli amici con una maglietta con il suo nome.
“Noah era un ragazzo riservato, buono, silenzioso e discreto. Il suo volto resterà scolpito nelle nostre vite. Siete in tanti qui, ci sono state tante manifestazioni di affetto. Dalla nostra vita non può sparire il bene che ha fatto”, ha detto don Antonio. Poi rivolgendosi alla madre ha aggiunto: “era piccolo e lo tenevi tra le braccia. Ora è Dio a prenderlo tra le braccia”.
All’esterno della chiesa un altro applauso ha salutato Noah; poi dei palloncini bianchi sono stati fatti volare in cielo.
La morte di Noah
Noah si era recato presso il nosocomio cilentano il 20 dicembre per alcuni accertamenti. Dopo un breve ricovero di 48 ore, era stato dimesso con l’indicazione di rientrare in struttura il 7 gennaio per ulteriori controlli.
Successivamente un peggioramento delle sue condizioni aveva reso necessario il ricovero nel reparto di Rianimazione. I medici avevano riscontrato una condizione di idrocefalia che aveva richiesto un delicato intervento chirurgico al cervello.
Il decesso, avvenuto dopo le iniziali rassicurazioni fornite dai sanitari ai familiari in seguito all’operazione, ha gettato i parenti del giovane nella disperazione e la madre ha sporto denuncia presso i carabinieri. Sul suo corpo è stata disposta l’autopsia. Si indaga per omicidio colposo.
