L’avvocato Antonio Boffa, legale di parte civile dell’imprenditore Augusto Ferrigno, ha reso nota la sentenza integrale relativa a una complessa vicenda giudiziaria che ha interessato il territorio di Capaccio Paestum. Il caso, legato a dinamiche di mercato e accuse pressioni illecite, ha visto la Corte d’Appello di Napoli pronunciarsi in su alcuni dei capi d’accusa principali.
I dettagli della condanna e le accuse
Secondo quanto esposto dal legale, Mauro Gianni è stato condannato alla pena di due anni e nove mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 1.900 euro. I reati contestati riguardano la tentata estorsione e l’illecita concorrenza attuata con violenza e minaccia. I fatti risalirebbero al periodo compreso tra ottobre e novembre, mesi in cui l’imputato avrebbe messo in atto condotte illecite ai danni di Ferrigno.
La decisione della Corte d’Appello di Napoli si inserisce nel solco di una precedente pronuncia della Corte di Cassazione, che aveva già confermato la responsabilità penale e civile di Gianni per questi specifici episodi, rendendo il verdetto irrevocabile.
Assoluzioni e ricorsi pendenti
Nonostante la condanna per i reati di estorsione e concorrenza sleale, la Corte ha invece assolto Mauro Gianni, insieme a Biagio Lammardo e Donato Cataldo, dall’accusa di tentato omicidio nei confronti dello stesso Ferrigno. Tale episodio era riferito a fatti che sarebbero avvenuti tra agosto e dicembre 2017.
L’avvocato Boffa ha tuttavia precisato che questa specifica statuizione assolutoria non è ancora definitiva. La parte civile ha infatti già annunciato l’intenzione di impugnare la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, nell’interesse della tutela dell’imprenditore offeso, per far luce completa su ogni aspetto della vicenda.
