All’alba di oggi, sabato 21 febbraio, il carcere di Fuorni a Salerno è stato teatro di una protesta esplosa tra la popolazione detenuta. L’episodio ha riacceso i riflettori sulle criticità strutturali e umane che caratterizzano l’istituto penitenziario campano.
Le ragioni della protesta e la denuncia dei Radicali
Sulla vicenda è intervenuto Donato Salzano, segretario dell’associazione radicale Maurizio Provenza, fornendo una chiave di lettura politica e sociale all’accaduto.
Salzano ha spiegato che la protesta nasce da una condizione ormai insostenibile all’interno delle mura del penitenziario: “La ‘battitura’ è perché la Comunità Penitenziaria di Fuorni subisce da troppo, tanto tempo, la tortura di trattamenti inumani e degradanti in una condizione di sovraffollamento oltremodo più sopportabile”. Il tema del sovraffollamento emerge dunque come la causa scatenante principale di un malessere che coinvolge l’intera comunità carceraria.
Il richiamo ai principi costituzionali e ai diritti umani
L’analisi di Salzano si è estesa alla responsabilità delle istituzioni, accusando lo Stato e il Parlamento di ignorare i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. La critica è rivolta a una politica che, secondo il segretario, mantiene i soggetti coinvolti in una situazione di stallo normativo e umano.
“Questa è la voce dei ‘prigionieri’ che siano essi detenuti o detenenti di uno Stato, un Governo (l’ennesimo) e un Parlamento che continuano a tenerli in ‘ostaggio’ contro ogni principio Costituzionale”, ha dichiarato Salzano, sottolineando come la sofferenza legata alla detenzione colpisca non solo i carcerati ma l’intero sistema.
L’iniziativa dell’associazione Maurizio Provenza
La protesta è coincisa con una visita programmata da parte di una delegazione di Radicali, un’attività che Salzano definisce come una “laica opera di misericordia corporale”, ponendosi nel solco dell’eredità politica e civile di Marco Pannella. Il segretario ha ipotizzato che i detenuti fossero a conoscenza della presenza dei militanti, vedendo in questo un’occasione per dare risonanza alle proprie istanze di dignità e rispetto dei diritti umani.
