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Teggiano, tredici anni per un divorzio: il grido d’aiuto di Agnese Di Sarli a Mattarella

Agnese Di Sarli scrive al Presidente Mattarella dopo un'odissea giudiziaria durata 13 anni per ottenere il divorzio. La richiesta di una riforma del codice civile

Di:
Erminio Cioffi
Pubblicato il: 05/05/2026
Aggiornato il: 05/05/2026
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Agnese Di Sarli

Una storia personale che si trasforma in appello pubblico. Agnese Di Sarli, originaria di Teggiano e infermiera di professione, ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare i tempi della giustizia civile italiana: tredici anni per ottenere un divorzio. Non è la prima volta che Di Sarli si rivolge al Quirinale. Già nel 2014 aveva scritto al predecessore, Giorgio Napolitano. Oggi, però, la sua richiesta assume un significato diverso: arriva al termine di una vicenda giudiziaria conclusa nel 2024, ma che ha lasciato conseguenze profonde.

Un matrimonio fondato sull’inganno e sulla truffa

Alla base c’è un matrimonio che, secondo quanto raccontato dalla stessa Di Sarli, si è rivelato una truffa. L’uomo che aveva sposato nel 2011 si spacciava per un dirigente della Polizia di Stato. Nel 2012, a Roma, è stato arrestato a seguito di un’indagine della Squadra Mobile. Un’esperienza che l’autrice ha poi raccontato anche nel libro Rosso Amarone. Il divorzio, però, è arrivato soltanto tredici anni dopo. Un tempo lungo, segnato anche dall’irreperibilità dell’ex coniuge.

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Le conseguenze umane di un’attesa infinita

«In questi anni mi è stata negata la possibilità di avere un figlio», scrive nella lettera. Una frase che racchiude il peso umano di una vicenda che, secondo Di Sarli, avrebbe potuto avere un epilogo più rapido. Nel suo appello, la donna punta il dito contro la normativa civile italiana, in particolare contro l’articolo 122 del codice civile del 1942. A suo avviso, la legge non contempla adeguatamente casi di inganno o violenza morale all’interno del matrimonio e non consente una rapida dichiarazione di nullità del vincolo.

L’appello per una riforma urgente delle norme civili

Un sistema che, nel confronto con il diritto canonico, ritenuto più aggiornato, appare, secondo la sua analisi, fermo nel tempo. Da qui la richiesta al Capo dello Stato: una riforma delle norme sul matrimonio civile, capace di rispondere alle situazioni reali e di accorciare i tempi della giustizia. Non solo per il suo caso, ma per tutte le persone che si trovano ad affrontare percorsi simili.

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