Il settore della formazione professionale in Campania finisce sotto la lente d’ingrandimento della magistratura e degli organi regionali. Al centro delle indagini vi è un presunto accordo illecito tra alcune agenzie private di formazione e i membri delle commissioni d’esame. L’ipotesi investigativa suggerisce l’esistenza di una vera e propria “combine” volta a favorire il conseguimento delle qualifiche di Operatore Socio Sanitario (Oss) e Operatore Socio Assistenziale (Osa).
Le criticità emerse e il ruolo della “talpa”
Le indagini si concentrano in particolare sulle selezioni regionali avvenute nel 2024 a Battipaglia e in altri comuni della provincia di Salerno, come Sarno e Polla. L’inchiesta ha preso slancio grazie a una figura interna: un componente delle commissioni di valutazione che avrebbe registrato diverse clip audio.
Questi file attesterebbero gravi anomalie durante lo svolgimento delle prove. Tra gli episodi più eclatanti emergerebbero promozioni di candidati privi delle competenze basilari, come la misurazione della pressione arteriosa, e costanti richieste di agevolazioni durante i test. Il sospetto degli inquirenti è che siano state esercitate pressioni esterne da parte di soggetti legati agli enti formativi sui commissari addetti alla valutazione.
La reazione di Palazzo Santa Lucia e l’indagine straordinaria
La Regione Campania ha risposto prontamente alle segnalazioni attivando i propri protocolli di controllo. L’assessore regionale al Lavoro e alla formazione, Angela Saggese, ha annunciato l’inizio di una verifica rigorosa su scala regionale.
“Abbiamo disposto l’immediato avvio di una rigorosa attività di controllo in seguito alle recenti notizie su presunte irregolarità nelle procedure d’esame per il conseguimento delle qualifiche di Oss e Osa.”
Gli uffici competenti hanno già provveduto a inoltrare tutta la documentazione necessaria alla Procura della Repubblica, ai Nas dei Carabinieri e alla Polizia Postale. Oltre all’azione della magistratura, l’amministrazione ha avviato una ricognizione straordinaria su tutte le sessioni d’esame degli ultimi due anni, acquisendo verbali, atti di nomina e liste dei candidati legati agli enti accreditati.
Strumenti di trasparenza e vigilanza
Per contrastare possibili illeciti, l’assessorato ha ricordato come siano già stati implementati sistemi tecnologici per garantire la legalità, tra cui l’informatizzazione delle nomine tramite il sistema GE.CO. e l’uso di Qr code sugli attestati. Tuttavia, l’assessore Saggese ha confermato la volontà di potenziare ulteriormente la vigilanza.
“Il nostro obiettivo è garantire la massima trasparenza e tutelare la qualità della formazione professionale. La Regione Campania continuerà a rafforzare gli strumenti di controllo e legalità per assicurare standard sempre più elevati, a tutela degli studenti, dei cittadini e della dignità delle professioni coinvolte.”
Le reazioni politiche
Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia, che ha espresso dure critiche sulla gestione del comparto.
“Le gravissime rivelazioni emerse dall’inchiesta sui corsi e sui concorsi per Oss tra Sarno, Battipaglia e Polla, in provincia di Salerno, rappresentano l’ennesimo scandalo annunciato della sanità e della formazione professionale gestite negli anni dal sistema di potere costruito da Vincenzo De Luca.”
È opportuno precisare che, allo stato attuale, l’ex governatore e i membri della precedente giunta regionale non risultano iscritti nel registro degli indagati. Spetterà ora ai Carabinieri e alla magistratura stabilire le responsabilità individuali e chiarire la portata del presunto sistema di scambi tra agenzie e commissioni.