Si va definendo, tra strappi e nuove alleanze, il panorama politico in vista delle elezioni comunali del 23 e 24 maggio a Salerno. I primi a rompere gli indugi sono stati gli outsider con due candidature civiche: Alessandro Turchi, con il progetto “Salerno Migliore”, e Mimmo Ventura, consigliere uscente, sostenuto dalla lista Bandecchi. A seguire, dopo essersi fatta anche un po’ attendere, è arrivata la candidatura dell’ex governatore Vincenzo De Luca, attesa da molti e vero regista della partita.
Tour nei quartieri per Vincenzo De Luca
L’ex presidente della regione Campania ha già avviato un tour nei quartieri e lavorato alla costruzione delle prime liste civiche, dopo aver favorito il ritorno alle urne con le dimissioni del sindaco uscente Vincenzo Napoli. Attorno alla sua area si sono già aggregati i Verdi. Si sente anche la vicinanza dei socialisti di Enzo Maraio.
Tra strappi e candidature
Ma è nel centrodestra che si consuma uno degli strappi più evidenti. Forza Italia prende le distanze dalla coalizione del centrodestra, lasciando Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati a sostenere il candidato sindaco Gherardo Maria Marenghi, indicato “una vera alternativa di rinnovamento politico e generazionale”. Dall’altra parte, proprio l’area vicina agli azzurri converge su un progetto centrista: quello che vede come candidato Armando Zambrano, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, sostenuto da una galassia civica che comprende anche una parte del Pd che non gradisce il ritorno di De Luca, Casa Riformista, Azione, Noi di Centro e Forza Italia mascherata da civica con “Forza Salerno”.
“Campo largo” per trovare compattezza
Una coalizione larga ma ancora in cerca di una piena identità politica. E poi c’è il cosiddetto “camp largo” che fatica a trovare compattezza. Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana lavorano a una candidatura comune, con il nome del deputato Franco Mari tra i più accreditati. Sullo sfondo restano altre ipotesi, tra queste anche il ritorno di Elisabetta Barone, già candidata alle scorse elezioni comunali, ma il tempo stringe e la decisione appare imminente. Un quadro ancora frammentato, dove alleanze variabili e divisioni interne ridisegnano gli equilibri. La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo.