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Attualità

Paestum, polemica sull’ospite internazionale: Legambiente contesta la presenza del generale Winter

Polemica a Paestum per la presenza del generale israeliano Ofer Winter durante la Pasqua ebraica. Legambiente chiede chiarezza alle istituzioni: "No a vetrine di guerra"

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 25/03/2026
Aggiornato il: 25/03/2026
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Israele

Il connubio tra la sacralità archeologica di Paestum e l’attualità geopolitica internazionale scatena una dura reazione da parte dell’opinione pubblica locale. Al centro della controversia vi è la partecipazione del generale israeliano Ofer Winter, annunciato come relatore d’eccezione durante un evento programmato in occasione della Pasqua ebraica. La sezione locale di Legambiente ha sollevato un fermo atto di opposizione, chiedendo alle istituzioni di fare chiarezza su una presenza ritenuta incompatibile con i valori del territorio.

Le ragioni della protesta: una figura controversa

L’associazione ambientalista sottolinea come la figura di Winter non possa essere derubricata a quella di un comune ospite internazionale. Il generale è infatti una personalità militare spesso al centro di accuse e controversie internazionali, citato da attivisti e organizzazioni per il suo operato operativo nei territori palestinesi. Secondo Legambiente, l’associazione tra l’area archeologica, patrimonio dell’umanità UNESCO, e un profilo legato a contesti bellici rappresenta una ferita all’identità del luogo.

“Riteniamo inaccettabile che Paestum, patrimonio culturale dell’umanità e simbolo di dialogo tra i popoli, venga associata alla presenza di figure legate a contesti di guerra e oggetto di richieste di accertamento sul piano del diritto internazionale”, si legge nella nota ufficiale diffusa dall’associazione.

La natura dell’evento: tra iniziativa privata e impatto pubblico

Uno dei nodi centrali della polemica riguarda la natura dell’iniziativa. Sebbene l’evento possa configurarsi come un incontro di carattere privato, l’impatto mediatico e simbolico della presenza di Winter proietta la vicenda su un piano inevitabilmente politico e pubblico. Per gli oppositori, non è possibile scindere la location d’eccellenza dalla caratura dell’ospite, paventando il rischio che Paestum si trasformi in una “vetrina di guerra”.

“Non basta appellarsi alla natura privata dell’iniziativa: quando un evento coinvolge personalità di questo profilo, il suo impatto è inevitabilmente pubblico e politico”, ribadisce con forza Legambiente Paestum, sottolineando come la neutralità del luogo debba essere preservata da ogni forma di strumentalizzazione.

L’appello alle istituzioni e la richiesta di trasparenza

La mobilitazione non si limita alla critica, ma si traduce in una serie di richieste dirette rivolte sia alle autorità locali che a quelle nazionali. L’obiettivo è ottenere la massima trasparenza sui soggetti organizzatori e sulle modalità con cui è stata pianificata la presenza del militare sul suolo campano. Tre sono i punti cardine fissati dall’associazione: la richiesta di fare immediata chiarezza sull’evento, la verifica degli aspetti legati alla presenza di figure coinvolte in controversie internazionali e l’assunzione di una posizione pubblica trasparente da parte degli enti preposti.

Il comunicato si chiude con un monito severo: “Il silenzio, in questo caso, è complicità”. Un richiamo che punta a scuotere le coscienze dei cittadini e delle istituzioni affinché Paestum rimanga esclusivamente un presidio di cultura, dialogo e convivenza, lontano dagli scenari di conflitto e dai suoi protagonisti.

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