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Palinuro, medico sanzionato per aver denunciato un falso allarme: la Corte d’Appello gli rende giustizia dopo 11 anni

La storia del Dott. Giaquinto: sanzionato dall'ASL per aver denunciato un falso allarme a Camerota. Dopo un'odissea giudiziaria di 11 anni, arriva l'assoluzione

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 13/05/2026
Aggiornato il: 13/05/2026
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Tribunale di Salerno

Il Dottore Francesco Giaquinto di Caprioli, stimato professionista per 40 anni al servizio dei pazienti, ha dedicato gli ultimi anni della sua carriera alla medicina di emergenza-urgenza. Operando a bordo dell’ambulanza del SAUT di Palinuro, si è trovato spesso a fronteggiare le criticità delle estati cilentane. Nell’anno 2014, in un contesto di estremo affollamento turistico, il medico registrò numerosi falsi allarmi sanitari: chiamate improprie che non solo sottraevano tempo prezioso ai veri malati, ma mettevano a rischio l’incolumità dell’equipaggio, costretto a corse disperate nel traffico locale.

L’episodio di Camerota e la denuncia ai Carabinieri

L’evento scatenante avviene ai primi di luglio del 2014. Dopo l’ennesima corsa d’urgenza verso un villaggio di Camerota per un presunto infarto, il Dott. Giaquinto scopre che il paziente non è più presente, essendosi allontanato dopo essersi ripreso autonomamente. Di fronte all’inerzia delle istituzioni nel sanzionare tali condotte, il medico decide di agire da cittadino onesto. Lasciato il villaggio, si reca immediatamente presso la locale stazione dei Carabinieri per denunciare l’accaduto, restando sempre reperibile e pronto a ripartire.

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Il paradosso: l’azione disciplinare dell’ASL

Invece di un encomio per il senso civico dimostrato, il sanitario riceve una sanzione disciplinare dall’ASL. L’azienda sanitaria contesta l’abbandono del servizio per il tempo trascorso in caserma, nonostante il medico si fosse riattivato immediatamente per la successiva chiamata della centrale operativa. L’ASL dispone la sospensione dal servizio per 7 giorni con relativa privazione dello stipendio. Fermo nelle sue ragioni, Giaquinto si oppone alla sanzione dando inizio a una battaglia legale presso il Tribunale di Vallo della Lucania.

L’odissea giudiziaria e la beffa in primo grado

Quello che doveva essere un ricorso lineare si trasforma in un’odissea giudiziaria durata 11 anni. Al termine del primo grado di giudizio, quando il medico è ormai già in pensione, arriva la beffa: il ricorso viene rigettato e il Dott. Giaquinto viene persino condannato al pagamento delle spese di lite. Una sentenza ritenuta profondamente iniqua, che ha spinto il professionista a non arrendersi e a ricorrere in secondo grado.

La sentenza della Corte di Appello di Salerno: giustizia è fatta

La svolta arriva con la sentenza n. 162/2026 del 17 aprile 2026. La Corte di Appello di Salerno ha finalmente ripristinato la verità dei fatti, annullando la sanzione comminata dall’ASL e condannando quest’ultima al pagamento delle spese legali.

L’Avvocato Assunta Giaquinto, che ha assistito il medico in questo lungo percorso, commenta così l’esito della vicenda:

“Non occorre mai perdere la fiducia nella giustizia perché esiste sempre ‘un giudice a Berlino’. Tuttavia, in questa vicenda ci perdiamo tutti: un medico che ha tentato di arginare condotte delittuose a danno della collettività è stato ingiustamente perseguitato, andando in pensione con l’ombra di una sanzione dopo una vita di sacrifici.”

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