Oggi, 3 gennaio, Leo de Berardinis avrebbe compiuto 86 anni. Nato a Gioi nel 1940, de Berardinis non è stato solo un attore e regista, ma uno dei più grandi talenti del teatro italiano del Novecento, un artista capace di scardinare le convenzioni e tracciare nuovi sentieri per la sperimentazione.
Il legame con la sua terra d’origine rimane profondo: il Cilento continua a ricordarlo con immenso affetto. A testimonianza di questo legame indissolubile, il Comune di Vallo della Lucania ha scelto di omaggiarlo intitolandogli l’auditorium cittadino, mantenendo viva la memoria di un uomo che ha portato la cultura del sud nel cuore dell’avanguardia europea.
La sperimentazione e il sodalizio con Perla Peragallo
La sua carriera inizia prestissimo. Già a vent’anni muove i primi passi nel teatro di ricerca accanto a Carlo Quartucci. Un percorso che lo porterà poi all’incontro fondamentale con Perla Peragallo. Con lei nascerà un’intensa collaborazione artistica e umana, intervallata da una tappa fondamentale della storia del teatro: lo storico Don Chisciotte firmato insieme a Carmelo Bene.
Insieme alla Peragallo fonderà il Teatro di Marigliano, un laboratorio di creatività pura dove videro la luce opere di rottura come King lacreme Lear napulitane, Sudd e Chianto ‘e risate e risate ‘e chianto. La sua arte era un mosaico incredibile: spaziava dal XXXIII Paradiso a Edgar Allan Poe, passando per la sua viscerale passione per gli sketch di Totò (indimenticabile il suo “wagon lit”), fino a incarnare figure come Keaton, Majakoskij, Petrolini e Viviani.
La direzione dei teatri e il tragico epilogo
Negli anni ’90, la sua maturità artistica lo portò a guidare istituzioni prestigiose. Fu direttore del teatro San Leonardo di Bologna e del Verdi di Salerno, ricoprendo inoltre il ruolo di direttore artistico del Festival del teatro di Santarcangelo di Romagna, centro nevralgico della ricerca teatrale italiana.
Tuttavia, questo percorso luminoso subì un’interruzione brusca e drammatica il 16 giugno 2001. A causa di un sospetto caso di malasanità — un’anestesia letale durante un intervento di chirurgia estetica presso Villa Torri a Bologna — de Berardinis entrò in uno stato di coma irreversibile.
Il riconoscimento della legge Bacchelli e l’addio
Leo de Berardinis si è spento a Roma il 18 settembre 2008, all’età di 68 anni, assistito dalla sorella Annamaria. Pochi mesi prima della scomparsa, il 18 luglio 2008, gli era stato assegnato il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli.
Fu un riconoscimento solenne alla sua carriera e al suo valore civile, con una motivazione redatta personalmente dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Oggi, nel giorno del suo compleanno, il mondo della cultura si ferma per ricordare un innovatore che ha reso il palcoscenico un luogo di libertà assoluta.
