Il Masterplan per la rigenerazione della Costa a sud di Salerno procede spedito verso una fase operativa, portando con sé la promessa di una rivoluzione green per il litorale cilentano. Al centro del progetto spicca il prolungamento della pista ciclabile che collegherà Paestum a Castellabate (leggi qui), un’opera ambiziosa destinata a potenziare il turismo sostenibile. Tuttavia, proprio nel cuore di questo percorso, ad Agropoli, il progetto sta sollevando un polverone di polemiche legato alla gestione della viabilità urbana.
La trasformazione del Lungomare San Marco
Il piano prevede una revisione profonda del Lungomare San Marco. L’obiettivo è quello di trasformare l’area in un polo di mobilità dolce, riducendo drasticamente lo spazio per le automobili o, in prospettiva, arrivando alla chiusura totale al traffico veicolare. Se da un lato l’idea di una passeggiata pedonale e ciclabile continua attira chi sogna una città più moderna e a misura di turista, dall’altro lato residenti e commercianti guardano con preoccupazione alla mancanza di infrastrutture di supporto.
L’allarme di Massimo La Porta: “Agropoli rischia il caos”
A dare voce ai dubbi è il consigliere comunale di opposizione Massimo La Porta, che ha lanciato un duro monito sull’assenza di un piano traffico adeguato. Secondo l’esponente politico, la trasformazione radicale del lungomare sta avvenendo senza che ai cittadini sia stata presentata una reale alternativa per lo spostamento dei flussi veicolari.
“Agropoli sta andando verso una trasformazione radicale senza un piano chiaro sulla viabilità”, ha dichiarato La Porta. “Si parla di mobilità sostenibile e di milioni di euro già finanziati, ma nessuno spiega come verrà evitato il blocco del traffico cittadino. Chiudere o ridurre l’arteria principale senza soluzioni concrete significa semplicemente spostare il problema all’interno dei quartieri residenziali”.
Il nodo critico del sottopasso ferroviario
Uno dei punti più critici sollevati riguarda le attuali infrastrutture di collegamento tra la zona litoranea e il resto della città. In particolare, il sottopasso ferroviario esistente viene indicato come del tutto inadeguato a reggere il carico di traffico che deriverebbe dalla chiusura del lungomare. Con dimensioni ridotte sia in larghezza che in altezza, tale passaggio non potrebbe fungere da valvola di sfogo per i veicoli, inclusi quelli di soccorso o i mezzi pesanti, rischiando di paralizzare l’intera rete viaria urbana.
Tra visione turistica e necessità quotidiane
“Emblema di cattiva amministrazione, la pista ciclabile Salerno-Agropoli è praticamente in abbandono dalla sua inaugurazione, mai manutenuta, disastrata ed altamente pericolosa. A cosa serve progettare grandi opere, pure meritevoli, quando non si prevede e non si effettua la manutenzione, sia essa ordinaria che straordinaria?”. Questo è invece l’interrogativo del consigliere Raffaele Pesce.
“A cosa servono opere costosissime, con spreco di fondi comunitari e, per tanto, pur sempre nazionali, senza finalizzarle al miglioramento della vita di chi abita i luoghi oltre che prive di una concreta finalità turistica?”, si chiede l’esponente del gruppo Liberi e Forti facendo riferimento anche alle opere per la salvaguardia di Tresino e per la realizzazione e la manutenzione della sentieristica di cui non si osservano i benefici.
“Non si vede alcun risultato reale neanche nella gestione ordinaria dei sentieri”, osserva. E poi richiama l’Ente che sui percorsi dell’area non tutelerebbe neanche i diritti su una strada di uso pubblico ma che non risulta demaniale: “La mia mozione, finalizzata all’espropriazione, almeno della strada, vide il voto contrario dell’intera maggioranza”.
