La gestione delle risorse idriche a Buonabitacolo resta al centro di un acceso dibattito politico e sociale. Il Comitato Acqua ha indetto per oggi, sabato 14 febbraio alle ore 17.30, un incontro pubblico per fare il punto sul recente affidamento del servizio alla Consac SpA. Al centro della discussione non c’è solo il futuro delle bollette, ma anche le modalità formali e politiche con cui si è giunti alla firma del contratto.
Le divergenze con il territorio
Uno dei punti principali che il comitato intende approfondire riguarda la strategia adottata dai comuni limitrofi. Mentre il sindaco di Buonabitacolo ha già formalizzato il passaggio della gestione, i primi cittadini di Montesano sulla Marcellana e Sanza, pur trovandosi in una condizione giuridica analoga, hanno scelto una strada differente. Questi ultimi continuano infatti a opporsi al trasferimento coattivo della gestione, valutando ricorsi legali, tra cui l’impugnazione presso il Tribunale delle Acque. La disparità di approccio tra enti dello stesso comprensorio solleva interrogativi sulla tempestività della firma locale.
Il nodo della rappresentanza consiliare
Il comitato punta il dito anche contro la procedura interna seguita dall’amministrazione. Viene contestato il fatto che la firma dell’atto di cessione sia avvenuta senza una preventiva discussione o votazione in consiglio comunale. Questa circostanza apre un fronte di riflessione politica sulla posizione dei singoli consiglieri, chiamati ora a esprimersi sull’operato del sindaco.
Il comitato si chiede pubblicamente se i rappresentanti eletti ritengano corretto il mancato passaggio nell’assise cittadina, sia nei confronti del loro ruolo istituzionale che verso il mandato ricevuto dagli elettori.
Un dialogo difficile con la cittadinanza
La nota del comitato ripercorre inoltre le tappe di un rapporto con la popolazione definito carente. Viene ricordato come, nonostante le promesse di confronto risalenti alla primavera del 2024, il sindaco abbia accettato un dibattito pubblico solo nel giugno 2025, a seguito di una petizione sottoscritta da 445 cittadini.
In quell’occasione, destò scalpore la posizione del legale dell’ente comunale, il quale si espresse favorevolmente al passaggio della gestione a Consac, definendolo un vantaggio per la comunità. Una visione che il comitato e i firmatari della petizione continuano a contestare fermamente, temendo ricadute negative sui costi e sulla qualità del servizio. L’assemblea di oggi servirà dunque a stabilire quali azioni intraprendere per tutelare l’autonomia idrica del borgo.
