La splendida cornice della Certosa di San Lorenzo a Padula ha ospitato, giovedì 7 maggio, il prestigioso convegno “Il futuro del Made in Italy”. L’evento, promosso da Federmanager Salerno, si è inserito nel quadro della Giornata Nazionale del Made in Italy, ottenendo il patrocinio del Comune di Padula e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’iniziativa ha sancito un punto di incontro strategico tra istituzioni, manager, università e giovani, con un focus preciso: trasformare le aree interne del Mezzogiorno in motori di crescita innovativa e sostenibile.
I territori del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sono stati identificati come bacini di competenze e risorse fondamentali per il sistema produttivo nazionale. Attraverso il confronto moderato dai giornalisti Gabriele Bojano (Corriere della Sera) e Antonio Del Vecchio (Gruppo Stratego), è emersa la volontà di superare la narrazione della marginalità per puntare su digitalizzazione, aerospace e mobilità.
Identità e visione manageriale per le aree interne
Il dibattito ha evidenziato come la crescita dell’eccellenza italiana non possa prescindere dal contributo delle comunità locali. La sindaca di Padula, Michela Cimino, ha sottolineato l’importanza di questa prospettiva:
“Padula ha accolto un’iniziativa di grande valore, capace di mettere al centro il futuro delle aree interne e la loro straordinaria vitalità. Questi territori non sono luoghi marginali, ma comunità vive, ricche di energie, intelligenze e risorse. Ospitare qui un confronto sul Made in Italy significa riconoscere che anche dalle aree interne può partire una visione nuova di sviluppo, fondata su identità, competenze, cultura e innovazione”.
Sulla stessa linea, Daniele Trimarchi, presidente di Federmanager Salerno, ha rimarcato la necessità di una nuova governance territoriale che sappia mettere a sistema il capitale umano e le infrastrutture.
“Abbiamo voluto portare a Padula un confronto concreto sul Made in Italy dei territori, perché il Sud e le aree interne possono svolgere un ruolo decisivo nella crescita del Paese. Serve una capacità nuova di mettere a sistema imprese, competenze, innovazione, infrastrutture e capitale umano. Le aree interne non sono un limite, ma una grande opportunità per costruire un modello di sviluppo più sostenibile, competitivo e inclusivo”.
Infrastrutture e investimenti: il rilancio attraverso il PNRR
Un tema centrale è stato quello del potenziamento dei collegamenti, leva indispensabile per la competitività delle imprese locali. L’on. Antonio Iannone, sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i Trasporti, ha confermato lo stanziamento di 34 miliardi di euro dai fondi PNRR per il Mezzogiorno. Tra le opere citate, spiccano l’alta velocità che toccherà Padula e la Strada del Parco, interventi definiti fondamentali per attrarre nuovi investimenti e favorire il turismo.
Anche la Regione Campania, rappresentata dall’assessore Fulvio Bonavitacola, ha ribadito il sostegno alle filiere produttive locali attraverso politiche di digitalizzazione e internazionalizzazione, necessarie per competere sui mercati globali senza perdere il legame con il territorio.
Formazione e giovani: borse di studio e nuovi centri di ricerca
Il futuro del Made in Italy è indissolubilmente legato alle nuove generazioni. In questo ambito, Massimiliano Nicolini (Olitec) ha annunciato un piano di supporto concreto: lo stanziamento di 30 borse di studio da 18mila euro ciascuna destinate ai giovani del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, con l’obiettivo di favorire la formazione specialistica in loco.
Parallelamente, Antonio Pagnotto (Federmanager e CEO di Italia Tech) ha illustrato il progetto per l’apertura di un ITS (Istituto Tecnico Superiore) e di un centro di ricerca e innovazione. Queste strutture fungerebbero da ponte tra il mondo accademico e quello imprenditoriale, fornendo competenze avanzate nei settori ad alto valore aggiunto come lo spazio e il digitale.
La Carta di Padula: un manifesto per il futuro
L’evento si è concluso con la presentazione della “Carta di Padula per il Made in Italy dei territori”. Il documento programmatico sintetizza le proposte emerse durante la giornata, fissando obiettivi chiari su infrastrutture, formazione e valorizzazione delle filiere.
Nelle parole conclusive di Daniele Trimarchi risiede il senso profondo dell’iniziativa:
“La Carta di Padula rappresenta il punto di partenza di un percorso condiviso. Con questo documento vogliamo offrire una visione concreta per rilanciare il protagonismo del Sud e contribuire alla costruzione di un Made in Italy sempre più forte, riconoscibile e radicato nei territori”.
