Il passaggio di gestione del servizio idrico nel Comune di Buonabitacolo è giunto a una fase conclusiva. Giovedì 5 febbraio si è infatti concluso l’iter formale che sancisce l’ingresso di CONSAC quale nuovo gestore della risorsa idrica comunale.
La transizione, pur non essendo una scelta deliberata dell’amministrazione locale, rappresenta l’esito di un complesso percorso normativo e giudiziario iniziato negli anni scorsi.
Il contesto normativo e la sentenza del Consiglio di Stato
Le radici di questo cambiamento risalgono al 10 luglio 2024, quando la V Sezione del Consiglio di Stato ha emesso la sentenza n. 06170. Con tale provvedimento, i giudici hanno rigettato il ricorso presentato nel 2022 dai Comuni di Montesano sulla Marcellana, Sanza e Buonabitacolo, i quali miravano a ottenere il riconoscimento per una gestione autonoma della rete.
In seguito alla decisione della magistratura amministrativa, l’Ente Idrico Campano (EIC) ha attivato d’imperio le procedure di trasferimento della gestione ai consorzi competenti per territorio. Tale iter è stato portato avanti attraverso apposite Conferenze di servizi, strumenti necessari per coordinare il passaggio di consegne dai singoli enti comunali al gestore unico.
Il ruolo del comune e le criticità sollevate
Nel periodo compreso tra il 2024 e il dicembre 2025, il Comune di Buonabitacolo ha mantenuto una posizione di cautela, decidendo di non prendere parte agli incontri della Conferenza di servizi. Tale scelta è stata motivata dalle forti perplessità sulle modalità dell’iter e sulle dinamiche del passaggio di gestione.
La questione era stata già oggetto di un approfondimento pubblico lo scorso 6 giugno presso la Cupola, incontro durante il quale il legale dell’ente, l’Avvocato Feola, aveva chiarito il quadro giuridico vigente. Come sottolineato durante il confronto, l’attuale impianto normativo non permette soluzioni alternative: fino a un eventuale mutamento delle disposizioni legislative, la gestione del sistema idrico dovrà necessariamente fare capo a CONSAC.
Il futuro e la riqualificazione della rete
Nonostante il Comune consideri questa novità come un evento “del tutto subito e non voluto”, l’amministrazione guarda ora alle possibili ricadute operative sul territorio. L’auspicio è che l’ingresso del consorzio possa garantire una risoluzione più efficace delle criticità che storicamente interessano la rete idrica locale.
Uno dei vantaggi attesi riguarda la possibilità di sbloccare finanziamenti finora preclusi. Il Comune ha infatti più volte presentato un progetto per il rifacimento integrale della rete, che tuttavia non era mai stato finanziato per la mancanza del requisito consortile. Con il nuovo assetto gestionale, si spera che tale intervento possa finalmente essere adottato e realizzato.
