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Piana del Sele

Battipaglia, sentenza IACP Futura–Belvedere, Manzi: “Comune rinunci all’appello e stia dalla parte dei cittadini”

Il consigliere Manzi interviene sulla sentenza del Tribunale di Salerno: "Il Comune di Battipaglia non carichi i debiti espropriativi sui cittadini di Belvedere"

Di:
Antonio Elia
Di:Antonio Elia
Antonio Elia è un giornalista attivo sul territorio di Eboli e della Piana del Sele, impegnato da anni nella cronaca locale e negli approfondimenti su temi...
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Pubblicato il: 08/05/2026
Aggiornato il: 08/05/2026
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Manzi, Battipaglia

Il consigliere comunale di Battipaglia, Giuseppe Manzi interviene con forza sulla sentenza n. 2258/2026 del Tribunale di Salerno (Sezione Civile), riguardante la complessa vicenda IACP Futura – Belvedere di sopra. L’esponente politico annuncia una presa di posizione netta a favore dei residenti coinvolti, chiedendo all’amministrazione di non proseguire la battaglia legale.

La solidarietà ai residenti di Belvedere

A seguito delle sollecitazioni ricevute dai proprietari degli immobili, Manzi e il suo gruppo politico hanno deciso di schierarsi “con decisione” al fianco dei residenti di Belvedere e di tutti i cittadini di Battipaglia che vivono situazioni analoghe.

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Secondo quanto evidenziato nella sentenza, il Tribunale di Salerno avrebbe chiarito che i cittadini di Belvedere non sono tenuti a corrispondere ulteriori somme relative ai maggiori oneri espropriativi richiesti dall’Ente.

Le origini della vicenda: errori amministrativi e occupazione illegittima

La questione affonda le radici in una occupazione acquisitiva illegittima dei terreni su cui sono stati realizzati immobili di Edilizia Residenziale Pubblica. Le irregolarità nelle procedure amministrative hanno generato un credito da parte degli ex proprietari dei suoli; un debito che il Comune avrebbe tentato di trasferire sui cittadini che hanno acquistato gli alloggi in buona fede.

“La sentenza del Tribunale chiarisce che gli errori commessi nelle procedure espropriative non possono ricadere su chi ha agito in buona fede”, sottolinea Manzi.

Il rischio di danno erariale e il richiamo alla Cassazione

Nel comunicato viene richiamato l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, secondo cui attribuire tali debiti ai titolari degli immobili contrasterebbe con i principi di promozione sociale. Manzi critica aspramente l’ipotesi di un ricorso in appello da parte dell’amministrazione:

  • Impatto sociale: Un appello minerebbe la serenità di decine di famiglie.
  • Rischio economico: Proseguire con un “appello palesemente fallimentare” esporrebbe il Comune a ulteriori condanne alle spese legali, con possibili conseguenze sul piano erariale.

L’appello all’Amministrazione

Da qui l’invito rivolto alla giunta ad agire con la “saggezza del buon padre di famiglia”, rinunciando al secondo grado di giudizio.

“Rinunciare all’appello non rappresenterebbe una sconfitta per il Comune – conclude Manzi – ma un atto di responsabilità verso i suoi abitanti, in conformità a quanto richiesto dai cittadini di Belvedere”.

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