La musica italiana perde uno dei suoi padri nobili. Gino Paoli si è spento all’età di 91 anni nella sua casa di Genova, dopo un breve ricovero in una clinica privata. A darne l’annuncio è stata la famiglia con una nota che ne sottolinea il trapasso sereno: “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”. La scomparsa di Paoli non lascia un vuoto solo nel panorama nazionale, ma tocca da vicino anche la provincia di Salerno, territorio a cui l’artista era profondamente legato sin dagli esordi della sua straordinaria carriera.
Gli anni d’oro ad Agropoli: dalla Taverna dei Monaci al boom turistico
Il legame tra il cantautore e il salernitano affonda le radici negli anni Sessanta e Settanta, in un’epoca di grande fermento per il nostro litorale. In quel periodo Agropoli stava vivendo una metamorfosi decisiva, passando da tranquillo borgo di villeggiatura a moderna cittadina turistica grazie all’apertura di nuovi alberghi.
Fu in questo contesto che giovani imprenditori locali diedero vita a locali iconici come la Taverna dei Monaci. Un luogo intimo e suggestivo, dove i camerieri servivano piatti tipici vestiti con il saio e dove la buona musica era di casa. Proprio tra quelle mura, una giovanissima promessa di nome Gino Paoli mosse alcuni dei suoi primi passi artistici, incantando il pubblico salernitano che imparò a conoscerlo e ad apprezzarne lo stile unico prima ancora che diventasse un’icona globale.
Il ritorno nel Salernitano: dal Premio Charlot al sold out all’Arena del Mare
Nonostante il successo planetario di capolavori come “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale” e “Senza fine”, Paoli non ha mai dimenticato le sue radici salernitane, tornando spesso nel nostro territorio in anni più recenti. Nel 2015 era stato protagonista a Salerno in occasione del Premio Charlot, mentre nel 2018 aveva regalato una serata indimenticabile all’Arena del Mare, registrando il tutto esaurito per la rassegna Jazz d’autore in Cilento.
Oltre all’amore per il pubblico locale, l’artista genovese aveva sviluppato un legame autentico anche con le eccellenze del territorio: le aziende locali ricordano ancora come Paoli fosse rimasto profondamente colpito dalla qualità della mozzarella locale, di cui era diventato un grande estimatore durante le sue permanenze.
Un’eredità musicale intramontabile
Con la sua scomparsa, se ne va un artista dalla vicenda esistenziale tormentata e intensissima, un individualista spigoloso che ha saputo rivoluzionare la forma canzone. Da Monfalcone a Genova, passando per le notti agropolitane, la musica di Paoli resterà scolpita nella memoria collettiva come una delle pagine più belle e poetiche mai scritte nel nostro Paese.
