Il 14 febbraio per molti è il giorno degli innamorati, per Daniele Pugliese, invece, è diventato il giorno della rinascita. Due anni fa, proprio nel giorno di San Valentino, il suo cuore ha deciso di fermarsi quasi del tutto. Un confine sottile tra la vita e la morte, attraversato in silenzio, lontano dai riflettori, lontano dai sorrisi che le persone associano al mondo di Casa Surace.
Una storia di sofferenza, ma anche di rinascita
Da quel momento, tutto è cambiato. Cambia il modo in cui respiri. Cambia il modo in cui guardi le persone. Cambia il modo in cui dai peso alle cose. Quando pensi di essere immortale vivi distratto, convinto che ci sarà sempre un domani per fare, per dire, per amare, ma quando ti trovi faccia a faccia con la fine, il tempo smette di essere infinito e diventa prezioso.
Il 14 febbraio 2024 per lui non è stato solo un giorno di paura, è stato il giorno della seconda possibilità. Il giorno in cui qualcuno, o qualcosa, ha deciso che non era ancora il momento. Da allora, il compleanno non è più la data scritta sui documenti, ma quella segnata nel cuore, il giorno della rinascita. In ospedale, tra flebo e silenzi, ha scritto una lista di cento cose che avrebbe voluto fare se non fosse morto. Non sogni impossibili, non imprese straordinarie, ma gesti semplici, rimandati troppe volte. Cose che si possono fare “serenamente”, quando si dà per scontato che il tempo sia garantito.
La forza della resilienza
Oggi Daniele racconta di vivere in “un altro corpo”, con farmaci da prendere, con meno energia di prima. Eppure dice di non essere mai stato così vivo, vive i secondi, vive le persone. Vive ogni istante con una leggerezza nuova, quella che nasce quando la paura più grande non fa più paura. “Niente mi fa più paura, nemmeno la morte”, scrive. È una frase che scuote, perché detta da chi l’ha sentita vicina non è retorica, ma consapevolezza.
Il suo “buon compleanno di rinascita” non è solo un augurio personale, è un invito a non aspettare un letto d’ospedale per scrivere la nostra lista, a non rimandare un abbraccio, a non sprecare parole, a non vivere come se fossimo immortali. La vera fortuna non è non cadere, è potersi rialzare e capire, finalmente, che ogni giorno è un regalo che non ci è dovuto
