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Cilento

Agropoli: dopo 110 anni, sarà ricollocata sugli Scaloni, la lapide che ricordava le Sacre Missioni del 1909

Una iniziativa dell'Associazione Sbandieratori e Musici dei Feudi del Cilento e del Vallo di Diano, dell'Associazione “Operatori Turistici” di Agropoli e del portale di informazione “Infocilento”, per il recupero e la divulgazione della memoria storica di Agropoli

Ernesto Apicella
05/03/2020 9:00 PM
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Il 3 Ottobre 1875 alle ore 11.00, proveniente da Eredita, giunse ad Agropoli per una visita Pastorale Monsignor Giovanni Battista Siciliani, “Episcopus Caputaquensis e Vallensis”. Il Vescovo fu ricevuto dall’economo curato Aniello Scotti, coadiuvato dai Sacerdoti Stefano Botti e Francesco Locascio. La Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, protettori di Agropoli, si presentava con 13 cappelle e vari altari di ricche famiglie. Erano presenti numerose statue lignee, quadri ed icone di Santi.

Nel 1885, dopo dieci anni, Monsignor Pietro Maglione trovò la Cattedrale di Agropoli in uno stato pietoso. La crisi economica aveva costretto migliaia di cilentani, tra cui numerosi Sacerdoti, ad emigrare nelle Americhe in cerca di fortuna. Ciò aveva comportato la riduzione dei Parroci, acuita da una progressiva carenza di vocazioni e da uno stato di lassismo: “…vanno in giro senza abito talare”. A tutto ciò si aggiungeva la politica anticlericale del Governo Italiano, fomentata dalle idee liberali moderne. Il liberismo attecchiva nelle famiglie borghesi che trascuravano nelle chiese, le cappelle e gli altari di loro proprietà. Un quadro socio-economico-religioso desolante ed in questo contesto si determinò il degrado della Cattedrale Agropolese. Tra il 1882 ed il 1902, varie volte  intervenne il Comune di Agropoli, che deliberò degli interventi di restauro della Cattedrale.

Nella visita pastorale del 27 settembre 1905, S.E. Paolo Iacuzio, Parroco Don Aniello Scotti e Sacerdote Biagio Sarnicola, impartì la Cresima a 1180 fedeli. Ma la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, pur essendo aperta al culto, era in pieno stato di decadenza e bisognosa di lavori di restauro.

L’11 maggio 1908, a 84 anni, morì il Parroco Aniello Scotti. Era nato ad Agropoli nel 1824 da Giuseppe Scotti e Antonia Cuoco. Gli succedette il Parroco Nicola Pecora. In questo contesto storico-religioso, nei primi giorni di Febbraio del 1909 giunse ad Agropoli una Missione composta
dai Reverendi Padri Sgambati, Rosiello e Cassarini di Napoli. I tre Missionari furono accolti con entusiasmo dall’autorità municipale e dall’intero popolo, che si recarono a riceverli all’ingresso del paese.

Essi tennero alcuni corsi di Religione durante i quali, con parole semplici ed insinuanti, ravvivarono quella fede che in molti agropolesi si era affievolita. Furono celebrate numerose funzioni religiose: la Processione con la Vergine; la Comunione generale alle bambine ed a tutti i fedeli presenti in chiesa; la consacrazione delle ragazze a Gesù Cristo; una Santa Messa di suffragio per ricordare il distruttivo terremoto del 1908 e i morti di Calabria e di Sicilia. Padre Sgambati, nel corso delle funzioni religiose, mostrò tutta la sua oratoria affascinando l’intera popolazione agropolese.

L’Ecc.mo Vescovo D. Paolo Iacuzio fu presente alla cerimonia di chiusura.  Dichiarò di essere molto soddisfatto del successo spirituale ottenuto in quei giorni di Santa Missione, con un plauso a Padre Sgambati per l’organizzazione nell’espletamento della Missione ed al novello Parroco Don Nicola Pecora, che con tanta solerzia badava al bene spirituale del popolo affidato alle sue cure. Al Vescovo andarono gli elogi ed i ringraziamenti dal Sindaco Francesco Di Sergio e di tutti i notabili del paese.

La sera del 9 Febbraio, a perenne ricordo della Santa Missione, fu benedetta una croce di ferro “piantata fra la vecchia e la nuova Agropoli” e fu scoperta una lapide marmorea. Ecco il testo della lapide:

Il dì 8 Febbraio 1909

Nicola Pecora, novello Parroco di Agropoli,

in questa pietra, sacro ricordo della Missione,

incideva i nomi dei padri

Sgambati, Rosiello, Casserino e

come attestato all’intervento del suo Vescovo

Paolo Iacuzio.

Dopo più di un secolo, la croce in ferro è ancora al suo posto sugli “Scaloni”, ma della lapide si sono perse le tracce. Per cui ho pensato di far realizzare una nuova lapide marmorea che ricordasse quella Santa Missione agli agropolesi e ai numerosi turisti che, visitando il Borgo Antico, si chiedono cosa rappresenti quella croce. Questa mattina, la richiesta per l’autorizzazione alla posa della lapide, è stata presentata al Sindaco del Comune di Agropoli, Dott. Adamo Coppola.

Ringrazio sentitamente la Ditta Marmi Marciano di Agropoli, per aver offerto la Lapide in marmo. Hanno sostenuto l’iniziativa: l’Associazione Sbandieratori e Musici dei Feudi del Cilento e del Vallo di Diano, l’Associazione “Operatori Turistici” di Agropoli, il portale di informazione “Infocilento”.

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