Cilento

Parco Archeologico di Paestum: storia, numeri e curiosità

Alla scoperta del Parco Archeologico di Paestum

Antonella Guerra

11 Gennaio 2020

Il Parco Archeologico di Paestum nasce intorno a uno dei luoghi d’origine della cultura e dell’architettura europea moderna. Il sito, quale parte del comprensorio “Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano con i Siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula”, è iscritto nella lista del patrimonio mondiale UNESCO dal 1998. Istituito, nella sua attuale forma amministrativa, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 171 del 2014, gode di autonomia scientifica, finanziaria, contabile e amministrativa, e comprende il Museo Archeologico di Paestum, il Parco Archeologico, il Museo Narrante di Hera Argiva alla Foce del Sele, lo stabilimento ex Cirio, le mura e le altre aree archeologiche conferite. La sua direzione è affidata dal 2015 all’archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel.

I numeri del Parco Archeologico

Il Parco vanta una superficie espositiva di 3.465 mq, pari a 1.539 mq è la superficie destinata ai deposti. Circa 1.000 sono i reperti esposti ed oltre 100.000 quelli nei depositi. Il Parco è nella Top 30 (in 18° posizione) degli Istituti museali più visitati in Italia (www.statistica.beniculturali.it) e ha registrato, nel 2018, 419.172 visitatori, per un totale di 1.406.892,56 d’euro di introiti netti. I visitatori hanno in genere un’età compresa tra i 20 e i 59 anni, con una prevalenza del pubblico femminile (circa 60%). Il 40% dei visitatori è rappresentato da diplomati e un ulteriore 40% da laureati. Sono prevalentemente italiani, anche se la presenza degli stranieri è in progressivo aumento. Venti le mostre organizzate nel triennio 2015-2018 ed oltre 40 gli accordi stipulati con imprese e associazioni, i partenariati e i protocolli di intesa e i progetti di scambio con i musei nazionali ed internazionali (Parco Archeologico di Paestum, Primo Bilancio Sociale, 2016 -2018).

 

Curiosità

La “Basilica” di Paestum, risalente al VI secolo a. C., è tra i pochi templi greci ancora in piedi, ed è l’unico al mondo  dove si può entrare in carrozzina. Lo scorso 8 gennaio è stato riaperto il percorso sperimentale, già inaugurato nel 2016, e di recente oggetto di un intervento di riqualificazione. Un nuovo traguardo in tema di accessibilità, che vede il Parco, negli ultimi anni, impegnato in diversi progetti. Tra questi l’App Paestum,  ideata con l’obiettivo di migliorare la fruizione del Parco secondo i principi dell’accessibilità universale, e riconosciuta come miglior progetto digitale per i beni culturali nel best of 2019 di Artribune  L’App è disponibile in sei lingue e nella Lingua dei Segni italiana (LIS). “Continueremo ad abbattere barriere di ogni tipo, non da ultimo quelle mentali che a volte ci impediscono di vedere un altro mondo, inclusivo e aperto, che è possibile, se lo vogliamo”, ha affermato di recente il direttore Zuchtriegel.

Buon viaggio di scoperta!

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